Nell’ultimo anno altri 43 casi di Aids La prima causa? Sesso non protetto
L’età media è attorno ai 40 anni, meno scambi di siringhe Il dottor Bigarelli: «Farmaci più efficaci, numeri ancora alti»
Sono 43 i nuovi casi di HIV notificati nell’anno 2017 in provincia di Modena: confermato il trend, in lieve diminuzione, dell’ultimo quinquennio rispetto ai precedenti. Nella quasi totalità sono a trasmissione sessuale, di gran lunga la prevalente (92% nell’ultimo quadriennio), dato che consente di inserire l’Hiv tra le malattie sessualmente trasmissibili (Mst). Ancora troppe persone eseguono il test tardivamente: il 47% nel periodo 2013-2017 lo ha effettuato avendo già una situazione immunitaria compromessa.
Sono questi i dati principali dell’Osservatorio provinciale di Modena sull’Hiv pubblicato in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids in programma oggi.
Azienda USL e Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, col supporto di numerose associazioni di volontariato della provincia, propongono una serie di iniziative con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione su questa malattia, insistere sulla prevenzione e ricordare a tutti che il test Hiv è disponibile presso diversi servizi sanitari ed è possibile eseguirlo anche in anonimato.
«La nota positiva - spiega Massimo Bigarelli, Responsabile Dipendenze patologiche Area Nord dell'Azienda Usl di Modena - è che oggi i farmaci antivirali sono molto efficaci: l’aspettativa di vita delle persone sieropositive si è allungata moltissimo, tanto da essere quasi sovrapponibile a quella delle persone sane. Il contagio avviene principalmente per via sessuale, sia eterosessuale che omosessuale, e si associa a un aumento delle malattie veneree, come la sifilide, i cui casi sono triplicati. Questo significa che forse è venuta meno l’attenzione alle precauzioni in caso di rapporti occasionali».
Secondo il report annuale realizzato dall'Osservatorio Provinciale su Hiv e Aids dell’Ausl e dell’Aou di Modena, sono 40 i nuovi casi di infezione da HIV notificati in provincia di Modena, di cui 31 uomini e 9 donne, cui si aggiungono altri 3 casi notificati a livello regionale, sempre relativi a residenti nel nostro territorio.
La trasmissione per via sessuale è di gran lunga la prevalente, mentre riveste ormai un ruolo secondario quella legata allo scambio di siringhe infette tra persone che fanno uso di droghe iniettive, che ha sostenuto l’infezione negli anni ottanta. L’Hiv è quindi ora da considerare una malattia sessualmente trasmessa (Mst).
Aumenta l’età di segnalazione - considerando che l’età media dei casi incidenti dell’ultimo anno è di 41 anni per gli uomini e di 39 per le donne - come conferma anche la classe d’età più interessata, quella fra i 30 e i 49 anni. La classe sotto i 30 anni, la più colpita negli anni ’90, evidenzia forti oscillazioni annuali negli ultimi dieci anni senza delineare un chiaro trend temporale; oscillazioni annuali si evidenziano anche nella classe delle persone con 50 anni o più, tra le quali, però, si manifesta un trend in lieve aumento. —
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