Al Policlinico di Modena 9mila metri quadri tutti rinnovati L’ospedale rinasce
L’atrio e altri quattro settori dell'ospedale di via del Pozzo a Modena restituiti a medici e pazienti. Poliambulatori verso la dismissione entro il 2020
MODENA. Partendo da quello che non va, c’è ancora… la buca: uno spazio (vicino alla chiesa) inizialmente pensato per una palazzina universitaria che non è mai stata realizzata e ora abbandonato. Ma le cose cambieranno presto - la buca sarà “chiusa” e trasformata in giardino - come è cambiato l’aspetto di novemila metri quadrati di ospedale, dall’atrio centrale ai piani dal primo al quinto.
La novità
Cambiamenti che, per dirla con il sindaco Muzzarelli, a 55 anni dalla nascita del Policlinico l’hanno trasformato «in un ospedale nuovo, per una storia che vale e che continua nel tempo». Il primo cittadino, insieme al direttore generale Ivan Trenti e al rettore Angelo Andrisano, ha festeggiato ieri mattina l’inaugurazione dei nuovi reparti, ambulatori e studi dell’ospedale nato nel ‘63. Una festa partita nell’aula magna della Facoltà di Medicina, davanti a medici, dirigenti e rappresentanti delle istituzioni, tra cui anche il sottosegretario alla presidenza della Regione Giammaria Manghi, per poi passare al taglio del nastro e alla visita dei nuovi reparti. Ma cosa è cambiato dunque al Policlinico?
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Numeri e luoghi
Rispondendo con un numero, i novemila metri quadrati inaugurati ieri coincidono con il 40% dei lavori di ristrutturazione partiti nel 2016 e riguardanti cinque corpi di fabbrica dell’area storica. La prima cosa a cambiare è stata dunque l’atrio centrale del piano terra, completamente rinnovato. Salendo al primo piano, sono stati rinnovati i corpi C e H, che prevedono un’area ambulatoriale realizzata per consentire altri interventi di ristrutturazione in zone attualmente occupate da ambulatori. Salendo ancora, tra il secondo e il quarto piano è stata rinnovata l’area universitaria che ospita gli studi medici, mentre al quinto sono cambiati completamente i corpi C e H, che ospiteranno in un unico spazio le degenze della nuova struttura di Medicina interna, ma anche il corpo B, dove verrà ospitata la degenza di Malattie dell’apparato respiratorio.
Sei anni dopo
Una rinascita, per l’ospedale che quest’anno festeggia il 55esimo compleanno e che nel 2012 è stato danneggiato dal terremoto: «Il sisma è stato un imprevisto - ha detto il direttore Trenti - ma anche un nuovo inizio. Nel 2013 avremmo dovuto festeggiare i cinquant’anni del Policlinico, ma la celebrazione è stata trasformata in ricostruzione. Abbiamo deciso di restituire alla comunità un ospedale più sicuro e rinnovato: ristrutturare senza mai interrompere l’attività è stata una necessità estremamente complessa e disagevole. Ridare rapidamente alla nostra comunità una parte importante del Policlinico, più funzionale, accogliente e sicura era l’obiettivo».
L’obiettivo
Tornando agli interventi eseguiti, l’obiettivo era quello di raggiungere il massimo miglioramento sismico previsto dalle norme: i lavori si sono così avvalsi delle tecniche più avanzate di dissipazione dell’energia sismica, utilizzando delle vere e proprie molle realizzate all’interno delle pareti - i tiranti si possono ammirare anche nell’atrio centrale - in modo da assorbire parte dell’onda sismica e dissiparla a vantaggio della struttura edilizia. Ma i cambiamenti hanno riguardato anche gli interni, con camere a due letti, climatizzate e con bagno interno, poltrone relax e armadi dotati di cassaforte digitale, comodino con tavolo servitore e tv. Per quanto riguarda i poliambulatori, dall’anno prossimo partirà la dismissione, con l’obiettivo di completarla nel 2020. —
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