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Bombardati 65 volte e nel 1944 la strage dei soldati in stazione

Bombardati 65 volte e nel 1944 la strage dei soldati in stazione

Un libro racconta i drammatici giorni della Guerra e degli aerei militari che sganciavano ordigini bellici

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SAN FELICE. Il 17 maggio 1944 alle 14.30 un aereo alleato si stacca da una formazione in volo e punta verso la stazione. Una raffica di colpi di mitraglia, che in via Valluzza colpisce il camionicino di Possidonio Braghiroli. L’attacco fa saltare la linea elettrica in stazione e costerà l’amputazione della gamba a Umberto Braghiroli. Da quel lontano giorno, 74 anni fa, le bombe inizieranno a martellare la stazione e San Felice. Il secondo attacco risale all’8 luglio 1944, e fa saltare la linea elettrica della ferrovia per Mirandola.

Alle ore 11.15 del 13 luglio arrivano le prime bombe: 12 aerei alleati si lanciano in picchiata ad ondate, seminando morti, feriti e distruzione. Incluso il ristorante della stazione ferroviaria. Dove viene colpito anche un treno fermo, che trasportava soldati cecoslovacchi, nove dei quali sono morti.

A San Felice - racconta Veber Gulinelli nel suo dettagliato e prezioso libro edito da Gherli - le incursioni aeree furono in tutto 65 ed è possibile che la bomba di oggi allora non sia esplosa, solo perché sganciata da un aereo troppo radente il suolo, che non ha consentito alle spolette di caricare. —

 

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