Commissariato, così è finita Lo Stato non darà 1,6 milioni
Scoppia il caso della nuova sede di polizia e stradale. Il Comune: non spetta a noi Ma la cifra a carico del Ministero non è quella ipotizzata all’inizio: rischio chiusura
MIRANDOLA. La Regione ha bocciato per oltre un milione di euro opere necessarie a realizzare la nuova sede della Polizia di Stato e della Polizia Stradale di Mirandola. Così, se al Ministero dell’Interno è sempre stata prefigurata una spesa integrativa di circa 200mila euro (oggi lievitati a 430mila), con questa inattesa mazzata si passa ad un milione e 622mila euro per vedere la fine di questo interminabile progetto.
Ma è sempre più in salita credere che uno Stato in evidente difficoltà economica possa vincolare una cifra così importante sulla presenza della polizia nella cittadina di Mirandola. In una provincia, quella di Modena dove esistono tre commissariati di polizia, frutto di concessioni ormai di altre epoche storiche e che oggi rischiano seriamente di essere rivisitate, accorpando o chiudendo le sedi costose o non strategiche, affidandosi sempre più ai carabinieri.
E così si apre una nuova partita, quella del rimpallo di responsabilità. E, inevitabilmente, delle polemiche politiche che ne deriveranno. Tra Stato e Regione, di sicuro.
Per ora ci rimette Mirandola. Che da anni non ha una sede degna della polizia, al termine di un tira e molla pazzesco. Che vede ora la Stradale in un alloggio di un privato in viale Gramsci, e la polizia in un appartamento di un privato in via Fulvia. Un terreno per una nuova sede era già stato individuato all’indomani del sisma, con un imprenditore che si era messo a disposizione per costruire un edificio nuovo a prezzi contenuti. Idea che fu bocciata, per la valorizzazione della proposta di recupero dell’ex Gil, edificio in stile razionalista a ridosso del centro, e in abbandono da anni.
Dalle prime stime - del 2016 - al Ministero degli Interni sarebbe toccata una spesa di 150-200mila euro. E invece la cifra in due anni si è decuplicata. Perché ci sono gli “importi non ammissibili a contributo”, in quanto legati alla nuova funzione di polizia dell’edificio: 168mila euro di “rivestimenti lapidei, autorimessa interrata e sistemazione esterna”, 244mila di “impianti elettrici della autorimessa e di impianti speciali” e 16mila per la “climatizzazione dell’edificio”.
Ci sono poi 1 milione e 46 mila euro che «non sono stati ammessi a contributo». Alla Regione era stato infatti chiesto un contributo di 3 milioni e 667mila euro, che è stato in parte negato. La Regione non pagherà l’autorimessa interrata (269mila euro), rivestimenti lapidei, autorimessa e sistemazione esterna (511mila euro), impianti elettrici per 94mila euro e la climatizzazione per 172mila euro.
Così almeno risulta da un documento circolato in questi giorni in municipio. Come sia possibile pensare che la climatizzazione da 172mila euro sia un’opera legata alle specificità a carico del Ministero degli Interni andrà ovviamente chiarito, e bene. Ma la sostanza è presto detta, già nelle premesse: la Lega Nord locale ha fatto notare che la cifra dei 150mila euro era stata indicata al servizio tecnico Logistico di Milano dal Comune di Mirandola. E il Comune in replica nega “l’assenza di finanziamenti” ma parla di una “rifunzionalizzazione dei locali” che non c’entra con il “ripristino e il rafforzamento sismico” cui devono essere finalizzati i fondi messi a disposizione. E così, mentre a Mirandola tanto patrimonio immobiliare rinasce più bello e più ricco di prima, la polizia dopo tanta tribolazione rischia seriamente di morire. Anche perché, dulcis in fundo, nella recuperata sede del vecchio Commissariato si sta insediando La Guardia di Finanza. —
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