Gazzetta di Modena

Modena

Con 7.8.Novecento a Modena un tuffo nell’arte a caccia del tesoro

Michele Fuoco
Con 7.8.Novecento a Modena un tuffo nell’arte a caccia del tesoro

Opere di valore e curiosità per collezionisti anche esigenti Un successo la sezione dedicata al Rigoletto di Verdi

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MODENA. Una tavola raffigurante Madonna e bambino, di scuola leonardesca, è esposta a 7.8.Novecento, la rassegna dell’antico, fino a stasera alle 19, a ModenaFiere. La pregevole opera si trova nello stand Antichità Scarapazzi di Roma, dove Giancarlo Arlandi ci mostra “Salvator Mundi” di scuola belliniana (‘500) e S. Antonio da Padova di Stefano Doneda, Il Montalto (‘600). Ancora arte all’Ossimoro di Spilamberto, con Eugenio Zampighi autore dei ritratti dei figli Antonio e Elena, una composizione del nonantolano Mauro Reggiani, padre dell’astrattismo italiano, opere a quattro mani di Fontana-Della Casa, un dipinto del periodo veneziano di Mac Mazzieri. Tra i mobili, oltre alla “dormeuse” dei Duchi d’Este, uno stipo, di fine ‘800, (da Palazzo Tosi-Bellucci di va Canalino) che rinserra una cassaforte, una gramula per impastare il pane, del ‘700, degli eredi conti Galvani. «La manifestazione – dice Sergio Bianchi – è per un pubblico dalle diverse esigenze».

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Così presso Microwave Technology di Modena scopriamo camere microonde di trattamento antitarlo e disinfestazione, vecchie macchine da cucire, filarino, bambole, cappelli danesi del 1920 e militari. A qualche decina di metri lo spazio di Artigiana Design di Modena con mobili e oggetti realizzati da bravi artigiani, carte da parati particolari e fotografie di Stefano Selmi anche su intonaco. Presso Il Vecchio Cose Antiche di Reggio Emilia tanti dipinti, tra cui composizioni dai colori forti, anni Trenta, di Tino Pelloni che poi diventerà “chiarista”. Da Amarcord di Maurizio Raimondi trova casa il modernariato: mobili Art Decò, vetri di Murano, lampadari Flos, Artemide, Arte Luce, sculture moderne e neoclassiche, mobiletti inglesi. Ci si ferma, con il cultore di cose del passato Giuseppe Perini, davanti ad una Madonna con bambino, scultura policroma, in legno intagliato e dorato, presentata da Arte Leone di Monselice di Mariano Goldin. Inevitabile la visita alla mostra “Rigoletto” di Verdi in oltre 200 cimeli: costumi originali, foto d’interpreti (Caruso, Ruffo, Gigli, Lanza, Di Stefano, Pavarotti, Callas, Tebaldi…). Curioso il manifesto con il nome “Viscardello” che sostituiva quello di Rigoletto, per ragioni politiche, nelle rappresentazioni a Bologna nel 1852-1853. Il percorso continua nel padiglione B, dove Il Labirinto Antichità di Andora propone numerosi bronzetti del ‘500 e ‘600. Si fa ammirare Madonna del Dente di Girolamo Mirola, della scuola del Parmigianino. E’ il regno delle ceramiche di diverse manifatture da Vietti di Borgo Val di Taro. Piacciono, da Antichità Evangelista Costantino di Napoli, le cornici intagliate e dorate del ‘600, i pastori del presepe, personaggi con vestiti originali. Evidente la buona manifattura. —


 

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