Donne aggredite e rapinate a colpi di casco E dopo il raid vanno al pub: due arrestati
In manette i giovani banditi che hanno colpito sabato sera in via Pezzana e a Fossoli: rintracciati con una App del cellulare
Una notte di violenza, per fare un po’ di bottino rapinando e picchiando due donne per poi andare in birreria, trovare qualche amico, raccontare le imprese effettuate e chiamare lo spacciatore di fiducia per un appuntamento perché adesso ci sono i soldi per comprare un po’ di cocaina. È il venerdì sera di due tunisini, cresciuti nel territorio, di 19 e 26 anni che dopo aver mandato all’ospedale due donne sono stati intercettati ed arrestati dai carabinieri. I due, di famiglia senza particolari problematiche, sono già noti alle forze dell'ordine: il 19enne era stato individuato come uno dei ladri che aveva colpito a giugno presso l’istituto Sacro Cuore. Non è escluso e in questo senso stanno lavorando gli investigatori, che a loro e ad altri loro amici della stessa compagnia possano essere attribuiti altri scippi e furti all’interno delle auto che sono stati messi a segno nell’ultimo periodo.
Il loro raid ha inizio in prima serata, quando i due si incontrano in centro, al cortile delle steli, fanno due chiacchiere e poi si allontanano sullo scooter, un 125, del più grande. Un po’ di giri per la città poi i banditi individuano la loro vittima. C’è una donna, in via Pezzana, che si sta apprestando a parcheggiare l’auto. All’interno una 26enne rumena, che rientrava a casa dopo essere stata dai genitori. La giovane scende dalla vettura mentre dallo scooter scende il 26enne. Indossa una giacca di pelle, un paio di pantaloni tendenti al verde e un casco integrale con strisce e disegni di un rosso sgargiante. Si avvicina alla donna e prima che questa possa in qualche modo reagire le sferra un pugno e poi una testata con il casco: un colpo molto forte che stordisce e ferisce al volto la malcapitata. Il tunisino prende la borsetta della giovane, risale sullo scooter e con il 19enne riparte e si allontana.
Non finisce qui, dopo un altro girovagare a caccia di vittime, puntano ad un’auto in transito in zona Fossoli. La affiancano, guardano dentro (lo ha raccontato ai carabinieri la seconda vittima dopo l’aggressione) e poi si allontanano. Ma non appena la macchina si ferma davanti ad una casa, ecco che scatta ancora l’agguato: la 54enne carpigiana viene colpita da una testata con casco alla faccia. Il colpo le provoca una ferita al labbro e al setto nasale. Il 26enne prende la borsa, la donna a terra nel sangue urla, la figlia se ne accorge e chiama i carabinieri. Dentro la borsa la donna aveva un iPhone e qui viene in aiuto ai militari la tecnologia, l’applicazione “trova il mio iPhone” che indica la posizione del telefonino.
Il “segnale” porta i carabinieri in zona piscine, al pub Scazza. Fuori dal locale lo scooter, ancora con la marmitta calda e con i caschi in bella mostra e ben descritti dalle vittime che, nel frattempo erano al pronto soccorso. Sono ormai le 3 passate, i carabinieri entrano nel locale e trovano i due che bevono birra con un altro tunisino. Ci sono i cellulari rubati, maldestramente gettati sotto al tavolino, ci sono i soldi, il 26enne racconta anche dove ha gettato una delle borse svuotate. Per i due si sono aperte le porte del carcere. —
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