Carpi, problemi di tiroide colpiscono il 10% della popolazione
Per le donne over 60 il dato arriva a toccare il 20% Convegno internazionale con il primario Papi e i medici Borelli e Tassoni
CARPI. Le patologie infiammatorie della tiroide colpiscono il 20% delle donne con più di 60 anni, che soffre della cosiddetta “tiroidite di Hashimoto”, e il 10% della popolazione in generale, nel distretto dell’area nord. Questo il dato emerso dal convegno internazionale svolto in un auditorium San Rocco gremito.
“Tiroiditi 2018”, questo il tema dell’appuntamento, organizzato da Ausl e Associazione pazienti tiroidei, del quale è responsabile scientifico il prof. Giampaolo Papi, direttore dell’unità operativa di Endocrinologia Area nord dell’Ausl. Al suo fianco, due medici di medicina generale, Nunzio Borelli e Giuliana Tassoni. Il tema trattato è stato quello delle tiroiditi, le malattie infiammatorie che colpiscono la ghiandola tiroide e che sono di frequente riscontro nella popolazione. Queste patologie possono portare al malfunzionamento della tiroide e, di conseguenza, all’insorgenza dei sintomi e dei disturbi causati dall’ipotiroidismo (valori di ormoni tiroidei nel sangue inferiori alla norma) o dall’ipertiroidismo (livelli in eccesso di ormoni tiroidei).
Interessanti i messaggi estrapolati dal convegno. Tre, in particolare. Primo, la terapia con l’ormone tiroideo può essere effettuata non solo con la compressa ma anche con capsule molli e formulazioni liquide che possono essere assunte anche durante i pasti e non solo a digiuno.
Secondo, si è trattato di farmaci antitumorali di nuova generazione, inibitori dei checkpoint (regolatori di processi chiave) immunitari che possono provocare infiammazioni della tiroide.
Infine, le donne in gravidanza, fino a qualche mese fa, erano monitorate strettamente per quanto riguarda il rispetto, molto rigido, dei parametri dei valori tiroidei. Ora è concessa maggiore tolleranza. —
S.A.
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