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San Felice, la bomba è esplosa dopo 74 anni

San Felice, la bomba è esplosa dopo 74 anni

Dopo l'evacuazione del paese fatta brillare dagli specialisti dell'esercito arrivati da Cremona. Era stata trovata alal stazione, bombardata 64 volte dal 1944

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SAN FELICE. il D-day di San Felice si è compiuto alle 14.15, dopo aver evacuato le ottocento famiglie della zona rossa. Dalle 10, gli artificieri del Decimo Reggimento Genio Guastatori di Cremona, una squadra di cinque esperti militari, guidata dal caporal maggiore Francesco Brugattu e coordinata dal capitano Antonio Asciolla e dal tenente Domenico Palma, ha dapprima disinnescato l'ordigno, alla stazione ferroviaria di San Felice, poi l'ha fatto brillare, in via Scala a Rivara.
La gestione dell’evacuazione ha impegnato in questi giorni decine di persone, dalla polizia municipale agli uffici del Comune, sotto la supervisione della prefettura di Modena.
Una operazione consistita nella distribuzione alle famiglie che risiedono nel raggio di 550 metri dall’ordigno di un modulo che ha consentito anche di fare un “censimento” dei residenti e domiciliati nel cuore di San Felice. Le autorità si aspettavano 960 famiglie, invece ce ne sono poco più di 800, duemila persone.
Quasi tutti si sono allontanati autonomamente. In pochi casi è stato necessario l’intervento delle ambulanze: gli anziani della casa protetta Modena risparmiati per pochi metri, quelli allettati che vivono nelle loro abitazioni ospitati a Confine e a Massa. Via anche i cani, i gatti e gli altri animali. Poco più di duecento.
Le operazioni di “desertificazione” sono state gestite dal centro civico di San Biagio. Fino alle sirene, e ai messaggini sul telefono, hanno decretato la fine dell’emergenza.

La storia della bomba fatta brillare oggi in massima sicurezza parte idealmente dal 17 maggio 1944: alle 14.30 un aereo alleato si stacca da una formazione in volo e punta verso la stazione. Una raffica di colpi di mitraglia, che in via Valluzza colpisce il camionicino di Possidonio Braghiroli. L’attacco fa saltare la linea elettrica in stazione e costerà l’amputazione della gamba a Umberto Braghiroli.
Da quel lontano giorno, 74 anni fa, le bombe inizieranno a martellare la stazione e San Felice. Il secondo attacco risale all’8 luglio 1944, e fa saltare la linea elettrica della ferrovia per Mirandola.
Alle ore 11.15 del 13 luglio arrivano le prime bombe: 12 aerei alleati si lanciano in picchiata ad ondate, seminando morti, feriti e distruzione. Incluso il ristorante della stazione ferroviaria. Dove viene colpito anche un treno fermo, che trasportava soldati cecoslovacchi, nove dei quali sono morti.
A San Felice - racconta Veber Gulinelli nel suo dettagliato e prezioso libro edito da Gherli - le incursioni aeree furono in tutto 65 ed è possibile che la bomba di oggi allora non sia esplosa, probabilmente perché sganciata da un aereo troppo radente il suolo, che non ha consentito alle spolette di caricare.

Un ringraziamento di tutti quanti hanno collaborato alla buona riuscita della giornata è stato doveroso. Iclusa la famiglia Pinotti, che ha messo a disposizione il sito per far brillare l'ordigno

Alberto Setti

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