Sul Monte Cimone c’è il Camm per meteo e telecomunicazioni
Il tenente colonnello Vocino a capo del centro dell’Aeronautica «Assistiamo i voli e raccogliamo i dati climatici per la scienza»
l’intervista
Quando si parla di aviazione non si può non citare il Camm del Monte Cimone. A comandarlo dal settembre 2017 è il tenente colonello dell’Aeronautica Antonio Vocino.
Realizzato nel 1937 ai piedi del Cimone, il Camm ricopre un ruolo fondamentale per le comunicazioni e i servizi meteo a disposizione dell’aviazione. «I compiti del Cento Aeronautico Militare di Montagna (Camm) - spiega il tenente colonnello Vocino - si possono riassumere in tre grande aree e sono riscontrabili già nei primi anni della storia dell’Aeronautica sul Cimone. Innanzitutto possiamo parlare delle telecomunicazioni. Il compito è quello di assistere la navigazione aerea intesa sia come militare sia civile. I velivoli necessitano di collegamenti radio o dati, sul Cimone ospitiamo dei ponti che garantiscono il collegamento che in gergo tecnico chiamiamo terra-bordo-terra. Questi collegamenti assicurano i contatti tra l’aereo e i centri di coordinamento che gestiscono il traffico».
C’è poi una secondo aspetto di cui il Camm si occupa: «La meteorologia per la sicurezza dei voli - specifica il tenente colonnelo Vocino - Monitoriamo ininterrottamente il tempo e lo facciamo attraverso una stazione di osservazione. Questa stazione è sul Cimone dal 1937 e da allora monitora proprio i fenomeni fisici: precipitazione, vento, temperatura, umidità ecc. I classici parametri meteorologici che occorrono per dare sicurezza ai voli, che necessitano di conoscere le condizioni presenti sulle zone che sorvolano. Questi dati vengono immessi in circuiti mondiali per essere utilizzati nei modelli di previsione».
E infine l’ultima, ma non meno importante, funzione del Camm: «L’osservazione scientifica dei fenomeni atmosferici. Si praticava sul Cimone già all’inizio del Novecento e noi abbiamo proseguito su quella strada. Siamo inseriti nel circuito mondiale del Gaw (Global Atmosphere Watch). Monitoriamo due principali responsabili dell’effetto serra: la Co2 (anidride carbonica) e il metano. I parametri vengono rilevati in maniera continuativa, la Co2 viene misurata dal 1979. Sono dati fondamentali che vengono trasmessi ai centri mondiali di raccolta, in particolare quello di Tokyo, e sono messi a disposizione della comunità scientifica che studia i cambiamenti climatici». —
GIB
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