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Coop e polisportive di Modena verso la proroga «Gestire altri 18 anni per poter investire»

Luca Gardinale
Coop e polisportive di Modena verso la proroga «Gestire altri 18 anni per poter investire»

Il presidente Breviglieri giudica indispensabile arrivare fino al 2045. L’approvazione spetterà al consiglio comunale

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Mentre parla, un ragazzo rastrella la sabbia dei quattro campi da beach volley. E se a qualcuno venisse un dubbio sulla fruibilità in questa stagione, la risposta c’è: oltre al tendone che copre tutto, c’è un moderno sistema di riscaldamento della sabbia che fa sì che ci si possa sentire quasi come sulla spiaggia di Riccione. Tutto questo succede alla Sacca, nei 42mila metri quadrati dell’ex complesso sportivo della Cnh, diventato Sport Village nel 2016, dopo una lunga polemica sulla gestione risolta con un bando. Un’area potenzialmente entrata a far parte di Coop spazio, la maxi società di gestione di diritti di superficie che oggi comprende dodici polisportive cittadine. Una scelta che, se la relativa delibera sarà approvata in Consiglio comunale, avrà un doppio effetto: da una parte Coop spazio gestirà anche l’area di Sport Village, con i relativi costi, e dall’altra tutte le polisportive aderenti alla società di gestione si vedranno automaticamente allungare il diritto di superficie, che sarà così esteso dal 2027 (la scadenza attuale) al 2045, la scadenza del diritto di superficie di Sport Village. E in attesa che il caso arrivi in piazza Grande, ad affrontare il tema è Riccardo Breviglieri, presidente di Coop Spazio, che due settimane fa ha dato il via libera all’operazione.

Breviglieri, perché Sport Village vuole entrare in Coop spazio? Dopo due anni la società è già in difficoltà?

«Non è in difficoltà, ma semplicemente i motivi sono gli stessi che hanno portato quasi tutte le polisportive della città a unirsi ed entrare in Coop spazio. Gli obiettivi sono quelli di mettere insieme le competenze e condividere alcuni servizi, con una società molto più grossa che contrae i mutui e li paga con i canoni che le polisportive versano a noi, circa 550mila euro annui per ogni realtà».

La convenienza, insomma, è soprattutto economica e di gestione.

«Esatto: senza dubbio, stando insieme si realizzano importanti economie di scala, ma sono tanti i servizi che vengono condivisi, come ad esempio i servizi antincendio. Con una società più grossa si può anche investire di più, e questo è il punto di forza della gestione».

Quanto investite mediamente in un anno?

«Negli ultimi dieci anni, gli investimenti hanno raggiunto nove milioni di euro per dodici polisportive. Una somma importante, coperta circa per il 10% dai contributi pubblici. In sostanza, in un anno “normale”, con investimenti di tipo ordinario, è difficile spendere meno di un milione».

E poi c’è la questione dei diritti di superficie, con l’opposizione che ha storto il naso davanti a un’operazione che, a sei mesi dal voto, estenderà automaticamente le scadenze per tutte le polisportive dal 2027 al 2045.

«L’esigenza di fare investimenti consistenti rendeva necessaria un’estensione dei diritti. Per fare un esempio, se oggi in una polisportiva apre un bar, come si fa ad avviare una nuova gestione, che in genere funziona a sei anni più sei, quando tra otto anni scade la concessione? Ma il discorso vale per tutti gli investimenti, che hanno bisogno di tempi lunghi per essere ammortizzati. Per questo, abbiamo deciso di chiedere una proroga, che per il nuovo regolamento è di vent’anni…».

Ma nei fatti la proroga non l’avete chiesta.

«No, perché c’è stata la coincidenza di due cose: da una parte la volontà di Sport Village di entrare in Coop spazio, e dall’altra l’esigenza della cooperativa di vedere estesi i diritti di superficie. E visto che l’ingresso del complesso della Sacca in Coop spazio comporterebbe un’estensione di diciotto anni, ovvero dal 2027 al 2045, chiedere una proroga, cosa che era comunque nostro diritto fare, diventava superfluo. Una scelta che, se sarà approvata in Consiglio, ci consentirà di programmare altri investimenti, contribuendo così alla manutenzione e al rinnovamento di strutture che, lo ricordo, quando le concessioni scadranno, torneranno all’amministrazione e quindi alla città».

Restando alla vostra realtà, c’è una questione aperta da tempo: ospitare “macchinette” e videolottery non va contro lo spirito di una polisportiva?

«Sono d’accordo, e molte delle nostre polisportive le hanno già dismesse, mentre le nuove gestioni dei bar hanno il divieto di installarle. Per quanto riguarda quelle che sono rimaste abbiamo un piano di dismissione che si chiuderà nel 2019». —



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