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l’eredità 

Il Comune “attinge” al tesoro di Gandini per restaurare la Delfini

L.G.

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Da spendere ce ne sono ancora parecchi, ma le cose da fare non mancano. Così, il Comune di Modena ha deciso di attingere al “tesoro” lasciato da Ettore Gandini per la riqualificazione della biblioteca Delfini. Lo prevede una delibera di giunta del 20 novembre scorso, che, ricordando l’ingente cifra - oltre un milione e mezzo tra titoli e conto corrente bancario, oltre agli immobili di via Paolo Ferrari e Sassuolo - lasciata in eredità al Comune dall’avvocato scomparso nel febbraio 2016, indica una serie di azioni per il restyling dell’istituto culturale di corso Canalgrande. Nel documento si fa infatti notare che «il settore Cultura, sport e politiche giovanili richiede la disponibilità di fondi provenienti dall’eredità Gandini per la realizzazione di una serie di interventi destinati alla biblioteca». La prima azione prevista riguarda dunque il ripristino delle reti-antivolatili, insieme a una serie di interventi alle porte di sicurezza, per una spesa complessiva di 50mila euro. La stessa cifra sarà impiegata per l’acquisto di nuovi sistemi hardware e software per la torre libraria della Delfini, raggiungendo così la cifra di 100mila euro. Ma la delibera di giunta prevede un’altra azione per rilanciare la biblioteca: una serie di iniziative culturali (per 10mila euro) dedicate proprio alla conoscenza di Ettore Gandini, il benefattore che ha lasciato tutti i suoi averi al Comune, chiedendo però che il “tesoro” fosse utilizzato per la biblioteca. La somma complessiva che sarà utilizzata per la riqualificazione della biblioteca sarà dunque di 139.500 euro. —

L.G.

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