«La nuova sede della Polizia? La decisione spetta a Salvini»
La Regione respinge l’accusa di avere abbattuto di un milione il contributo E il sindaco Benatti replica: «Al ministero era ben chiaro quanti soldi servivano»
MIRANDOLA. «La proposta di recuperare e riqualificare edifici del centro storico di proprietà dello Stato (ex Gil, ex palazzo della Milizia di via Roma ed ex commissariato di via Fulvia) per destinarli a sedi delle forze dell’ordine – afferma il sindaco Benatti – è stata avanzata dal Comune di Mirandola fin dal 2014, perché la sicurezza, per noi, sono fatti e non slogan. Il Ministero conosce bene i termini dell’accordo, perché è stato lo stesso capo della polizia, Alessandro Pansa, il 29 aprile 2014, a sottoscriverlo. È sempre stato chiaro che le spese relative alla ricostruzione degli immobili (ripristino e miglioramento sismico) sarebbero state a carico del Commissario delegato, mentre quelle di adattamento alle esigenze degli utilizzatori (rifunzionalizzazione dei locali alle nuove esigenze) sarebbero state a carico degli stessi. Così, ad esempio, è accaduto con la messa disposizione, da parte degli organismi statali preposti dei fondi per completare la nuova sede della Guardia di Finanza di via Fulvia. Non si comprende, dunque, perché non dovrebbe fare altrettanto il Ministero dell’Interno per l’ex Gil».
Così il sindaco Maino Benatti, sulla grana nuovo Commissariato. Al Governo ora vengono chiesti 1,6 milioni, cifra che per il Comune e la Regione non è affatto una sorpresa.
«La Regione ha agito come gli compete: autorizzando le spese per gli interventi compatibili con la ricostruzione post sisma 2012 - applicando come sempre le norme nazionali e commissariali - lasciando alla proprietà i costi relativi alla rifunzionalizzazione e miglioramento degli spazi in quanto di sua competenza. Qualunque altra interpretazione altro non è che un esercizio pretestuoso e in palese malafede».
L’assessore Palma Costi respinge anche «l’equazione che il rigoroso lavoro di finanziamento dei costi degli interventi post sisma realizzato dalla Regione possa creare contraccolpi alla permanenza del Commissariato a Mirandola e di conseguenza minare la sicurezza dei suoi cittadini. Sulla questione sicurezza dei cittadini, soprattutto nei Comuni colpiti dal sisma, agiamo concretamente e sempre nel solco delle nostre competenze. Tanto che, proprio a Mirandola, già dal 2014 abbiamo lavorato con il Comune e gli enti proprietari, per la sistemazione definitiva delle sedi del Commissariato di Polizia, della Polizia stradale, della Tenenza della Guardia di Finanza, dei Carabinieri, dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate. Lavoro orientato a una complessa serie di interventi che consentiranno di raggiungere diversi obiettivi: razionalizzare l’uso del patrimonio pubblico, recuperare importanti spazi cittadini, qualificare il centro storico e mantenere sul territorio fondamentali servizi dello Stato».
Come previsto quando si ipotizzavano polemiche, per la Regione «ora la palla è nel campo dell’onorevole Matteo Salvini, il ministro degli Interni. A lui spetta il compito di garantire la sicurezza ai territori, al suo dicastero quello di completare la copertura dei costi finanziari di ottimizzazione delle strutture affinché siano adeguate alle moderne esigenze delle forze dell’ordine. Ognuno deve far la propria parte. Inaccettabile scaricare sulla Regione responsabilità e competenze che sono di altri. Non saranno sicuramente le risorse richieste per ridare una funzionale e sicura sede alla Polizia di Stato a Mirandola a far saltare il bilancio dello Stato. Ci aspettiamo risposte a breve sulle coperture da parte del ministero degli interni». —
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