Modena. Incendi dolosi di betoniere, 4 arresti
Operazione dei carabinieri di Modena dopo cinque mesi di indagini nel settore delle ditte che si occupano di calcestruzzo: i roghi a San Cesario e Anzola
MODENA. Operazione dei Carabinieri del Reparto Operativo e della Compagnia di Modena che hanno eseguito quattro provvedimenti cautelari emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Modena per i reati di incendio doloso e illecita concorrenza con violenza e minaccia. Gli arrestati sono un imprenditore italiano 59enne di Vibo Valentia ma residente nel Sassolese, un cittadino albanese 22enne, entrambi sottoposti agli arresti domiciliari per incendio doloso e illecita concorrenza con violenza e minaccia, oltre a un 21enne marocchino e un 19enne tunisino, raggiunti dall’obbligo di dimora nel Comune di residenza, con permanenza in casa nelle ore notturne.
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I fatti risalgono ad aprile 2018. Nella notte tra il 14 e 15 aprile, infatti, presso l’impianto di estrazione e produzione di calcestruzzo, della Calcestruzzi a San Cesario, in via Modenese 969, si era sviluppato un incendio di vaste proporzioni in cui erano stati coinvolti quattro camion adibiti al trasporto e al pompaggio del calcestruzzo di tre ditte per la distribuzione del calcestruzzo prodotto dalla Calcestruzzi S.p.A. uno dei principali operatori di calcestruzzo preconfezionato in Italia e controllata della Italcementi, leader del settore. I Carabinieri della Tenenza di Castelfranco, intervenuti per primi sul posto unitamente ai Vigili del Fuoco, ipotizzarono subito la natura dolosa dell’incendio che aveva avuto origine da uno degli autocarri parcheggiati nel cantiere. Quella notte le fiamme si erano propagate agli altri mezzi parcheggiati vicino, danneggiando altre tre betoniere, completamente distrutte. Ancora, nella notte tra il 20 e 21 maggio 2018, ad Anzola Emilia, ignoti, utilizzando del liquido infiammabile, avevano appiccato il fuoco alla cabina di guida di un autocarro pompa per calcestruzzo di proprietà di un’altra ditta, distruggendola completamente. Il fatto veniva ricollegato ad un precedente episodio del 23 aprile, quando sotto la stessa autopompa era stata fatta trovare una tanica di gasolio.
Con le attività investigative, condotte a ritmo serrato per circa cinque mesi, è stato possibile ricollegare gli incendi del 15 aprile e 21 maggio allo stesso contesto, mettendo alla luce un ambiente, quello collegato alla fornitura dei servizi legati al calcestruzzo, caratterizzato dalla compresenza di interessi dovuti grande competizione e forti concorrenze tra le imprese. Le indagini permettevano di individuare complessivamente cinque persone, due imprenditori, un dipendente ed un ex dipendente di questi oltre ad un quinto soggetto.. Sul conto dell’italiano i gravi indizi emersi lo facevano ritenere il mandante di entrambi gli incendi, mentre sul conto degli altri stranieri indagati, gli indizi raccolti e valutati altrettanto gravi permettevano di inquadrare il loro ruolo quali esecutori materiali dei reati.
Nel corso delle attività d’indagine sono stati acquisiti anche filmati di diverse telecamere di videosorveglianza, alcuni dei quali avevano ripreso gli incendi delle betoniere
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