I genitori bocciano la “settimana corta” alle scuole Hack
I genitori bocciano la “settimana corta” alle scuole medie Hack.
In tutto, i votanti sono stati 469 su 832 aventi diritto al voto. Il quorum, dunque, è stato pienamente raggiunto, dal momento che si è recato alle urne un numero molto più alto di genitori rispetto alla metà più uno di chi ne aveva diritto. Ne consegue che il parere della consultazione è vincolante e la scuola, pertanto, sarà tenuta a rispettare la volontà dei genitori che, in modo netto, hanno dimostrato di non apprezzare la proposta del Consiglio d’istituto avanzata nei giorni scorsi.
LO SPOGLIO
Al momento dello spoglio sono presenti due mamme. Man mano che le schede vengono aperte e i risultati letti a voce alta, risulta chiara la dominanza dei “non sono favorevole” indicati dai genitori. Il resoconto numerico finale darà ragione all’impressione iniziale. I no alla “settimana scorta” vincono abbondantemente, in entrambe le categorie di scuole, primaria e secondaria di primo grado.
Alle medie Hack di via Canalvecchio, i votanti sono stati 349: 110 sì e 239 no. Alle elementari in 120 si sono recati alle urne: 48 i sì, i no si sono attestati a quota 72 .
LE REAZIONI
«Il consiglio di istituto ha deciso di proporre il sondaggio quest’anno - spiega al termine delle operazioni di spoglio il dirigente scolastico Tiziano Mantovani - L’anno scorso, infatti, il tema era stato sollevato, ma non era stato sottoposto nessun sondaggio ai genitori. Stavolta, invece, abbiamo interpellato direttamente le famiglie. Il risultato è cristallino: non c’è ombra di dubbio. E sarà vincolante per la scuola, che non applicherà la “settimana corta”. Abbiamo esteso la consultazione alle primarie dell’istituto comprensivo perché il tema riguarda gli iscritti alle quinte, che il prossimo anno frequenteranno le medie» conclude il preside.
Esultano i genitori che sostenevano il no: una di loro ha seguito attentamente lo spoglio e aggiornamenti in tempo reale sono stati diramati tramite Whatsapp ad altri genitori che attendevano trepidanti la conclusione delle operazioni di scrutinio.
«Siamo contenti del risultato portato a casa e credo di potere parlare anche a nome di tanti altri genitori che come me si rallegrano del no alla “settimana corta” - spiega una delle mamme presenti, con un figlio alle medie e una figlia in quinta elementare - I ragazzi non possono sopportare un carico di lavoro troppo gravoso: i ragazzi avrebbero sei materie da preparare per il giorno dopo. Inoltre, un altro problema riguarda i tempi di attenzione: i nostri figli a metà mattina sono stanchi. Al sabato non si tengono perché arrivano stanchi alla fine della settimana. Concentrare tutto negli orari che sarebbero stati previsti, cioè dalle 8 alle 13.30, sarebbe stato troppo pesante. Anche con due intervalli da 10 minuti. Ci stanchiamo noi adulti: figuriamoci i nostri figli... Noi vogliamo una formazione di qualità. Terzo punto: i laboratori al pomeriggio. I rientri sarebbero stati programmati dalle 14.30, creando, così, un altro problema durante la pausa pranzo. I rientri sarebbero stati per svolgere attività nei laboratori, ospitati, però, in strutture inadeguate alla didattica» conclude la mamma. —
Serena Arbizzi
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