Gazzetta di Modena

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il racconto 

La storia di Cecilia Artoni «In Africa capisci il futuro»

Laura Solieri

L’esperienza in Etiopia: «Lì ho deciso cosa volevo diventare dopo la laurea Ora finisco la mia specializzazione in psichiatria e aiuto il gruppo locale»

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«Mi sono avvicinata a questa realtà durante gli anni di Medicina, poiché sentivo il bisogno di dare un significato “più ampio” alla classica formazione universitaria. Nel 2014 grazie ad un progetto condiviso tra il Segretariato Italiano Studenti di Medicina e Medici con l’Africa ho svolto un mese di tirocinio in Etiopia, presso il St. Luke Hospital di Wolisso. È stata un’esperienza intensa, ho compreso che tipo di medico voglio diventare».

Cecilia Artoni, 30 anni, di Formigine, è un giovane medico che sta terminando la specializzazione in psichiatria presso il nostro ateneo.

Da alcuni anni fa parte del gruppo locale di Modena e Reggio Emilia dell’associazione “Medici con l’Africa - Cuamm”, un’importante organizzazione non governativa italiana impegnata nella tutela della salute delle popolazioni africane.

L’associazione è a livello nazionale e oggi opera in otto paesi dell’Africa sub-sahariana: Angola, Etiopia, Mozambico, Tanzania, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sud Sudan e Uganda, dove si spende quotidianamente per garantire il diritto alla salute e favorire l’accesso ai servizi sanitari anche alle fasce più povere della popolazione.

«Nel 2017 ben 2.233 operatori hanno prestato servizio in Africa all’interno di ospedali, nei piccoli centri di salute dei villaggi rurali ed anche nelle università, dove il Cuamm contribuisce alla formazione di infermieri e ostetriche in Etiopia e di medici in Mozambico – spiega Cecilia - Le attività dell’associazione in Italia vengono invece realizzate grazie alla collaborazione dei gruppi di appoggio, una ventina in tutta l’Italia), che svolgono attività di raccolta fondi. Il nostro gruppo è formato da una ventina di volontari che sono soprattutto medici ma anche infermieri, ostetriche, studenti, pensionati, impiegati e geometri».

Alcuni di loro hanno lavorato per anni in Africa, altri si stanno preparando a partire, altri ancora sono felici di poter dare il proprio contributo anche solo a livello locale.

Dal 2015, grazie all’associazione, è stato avviato un servizio itinerante di assistenza sanitaria di base che ha permesso, attraverso l’utilizzo di camper come cliniche mobili, di prestare assistenza sanitaria ad oltre 2.000 migranti che vivono in “ghetti” e lavorano come braccianti agricoli stagionali nel Foggiano.

«Svolgere un’attività di volontariato per me significa sentirsi parte di una grande famiglia di cui si condividono i valori, significa riconoscersi nell’altro, allenarsi a diventare giorno dopo giorno persone migliori – conclude Cecilia - Ciò che più mi piace del modo di operare dell’associazione è racchiuso in quel “con” l’Africa, che sottolinea la volontà di camminare insieme, di integrarsi e non sostituirsi al sistema sanitario locale in progetti a lungo termine. La sfida di Medici con l’Africa per il futuro? Dal mio punto di vista, è la tutela della Salute Mentale».

Potete seguire il gruppo locale dell’associazione sulla pagina facebook “Medici con l'Africa CUAMM Modena- Reggio Emilia”. In occasione del Natale in arrivo, è possibile sostenere l’associazione scegliendo di acquistare un regalo solidale, ovvero gadget artigianali, tutti pezzi unici realizzati con stoffe africane e cuciti a mano che si possono trovare su www.mediciconlafrica.org/regalisolidali. —



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