Mafia e beni confiscati: la lezione di Mattiello
Il Decreto sicurezza appena approvato alla Camera? È da criticare, secondo l’ex onorevole dem Davide Mattiello intervenuto a Modena, nella parte che prevede la possibilità di vendere a privati i beni confiscati ai clan mafiosi. Mattiello, ex esponente della commissione parlamentare antimafia, era a Giurisprudenza dove per conto del presidio universitario Unimore dell’associazione Libera ha tenuto la lezione “Il ruolo della politica nella lotta alla criminalità organizzata” ed è intervenuto su diversi temi. «La norma nel decreto sicurezza - ha spiegato agli studenti - vieta la vendita all’asta di beni confiscati a mafiosi, condannati, famigliari dei mafiosi. Ma il problema c’è perché, se il bene non viene utilizzato per finalità pubbliche arriva come estrema ratio all’asta: visto che le procedure di assegnazione sono complicatissime ci arriverà quasi sempre e sarà difficilissimo controllare che tramite prestanome i mafiosi non rientrino in possesso di quanto confiscato. Ci saranno troppi casi». L’ex parlamentare ha parlato degli accordi tra mafia e Italia per mantenere una sorta di ordine sociale, oltre che dei martiri Pio La Torre, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino. «Servono anche - ha concluso - leggi sulla massoneria e sui testimoni di giustizia. È stata fondamentale l’introduzione del 416 bis e anche la rivoluzione dei sequestri patrimoniali anche quando non c’è una condanna penale». —
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