Gazzetta di Modena

Modena

tra serramazzoni e pavullo 

Pilone rovinato dall’acqua, lavori al ponte dell’Estense

Daniele Montanari
Pilone rovinato dall’acqua, lavori al ponte dell’Estense

Statale chiusa quasi 4 ore Primo intervento di Anas per sistemare la struttura erosa negli anni dal Rio Torto Posati nuovi pali di sicurezza

2 MINUTI DI LETTURA







È partito nella serata di lunedì l’atteso intervento disposto da Anas per il ripristino della copertura nella base del primo pilone che si incontra sul viadotto dell’Estense - salendo - nel tratto di Serra al confine con Pavullo. Le operazioni hanno richiesto la chiusura per tre ore e mezza circa (dalle 20.30 a poco prima di mezzanotte) della trafficatissima arteria dal bivio per San Dalmazio al ponte. Polstrada di Pavullo a valle e carabinieri a monte hanno bloccato il transito rimanendo sempre in presidio mentre la campata del viadotto era occupata dai mezzi che calavano il cemento una cinquantina di metri sotto dove gli operai (intervento della Canovi Costruzioni di Lama in collaborazione con la Crovetti Dante di Pieve) disponevano la gettata di 9 pali (da 8 metri) posti attorno a sostegno della base.

L’intervento è legato alla situazione segnalata ad agosto, che ha creato una certa preoccupazione tra le migliaia di utenti giornalieri della struttura nevralgica nel collegamento tra pianura e Frignano e la zona industriale di Sant’Antonio in particolare. Anni di erosione delle acque del torrente Rio Torto che vi scorre in mezzo hanno scoperto il basamento nella parte a valle, facendolo emergere per quasi due metri e dando anche all’occhio un’allarmante sensazione di vuoto nello spigolo dell’area d’appoggio.

Anas ha svolto nelle settimane scorse approfondimenti tecnici (particolarmente pregnanti dopo il disastro di Genova, ma la struttura era già monitorata trimestralmente) che pur non evidenziando problematiche di tenuta strutturale della gigantesca opera hanno consigliato di ripristinare al più presto la situazione alla base. L’intervento era stato promesso prima dell’inverno: ecco dunque i pali posati lunedì sera e la gabbia che vi è stata realizzata sopra per procedere poi il prossimo lunedì sera (con identiche modalità di chiusura dell’Estense) alla seconda gettata del cordolo (o “soletta”) di quasi un metro e mezzo a protezione della zoccolatura di base. Successivamente verranno cementati sassi a scogliera per raggiungere il livello di base com’era originariamente, quando il viadotto venne inaugurato il 17 ottobre 1982. Quindi verranno disposte opere di regimazione delle acque per fare in modo che il torrente non causi più un effetto dilavamento del genere.

Le prime operazioni si sono svolte regolarmente, c’è stato solo un lieve prolungamento dei tempi di chiusura dell’Estense legato alla quantità di cemento calata: ne è servita un po’ di più, vista la profondità su cui hanno appoggiato i pali. Lungo 200 metri e alto 55, il viadotto del Rio Torto fu costruito dalla Provincia, poi la competenza passò ad Anas con la statalizzazione della strada. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google