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Canevare, ancora guai per l’allevamento

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FANANO. Altri dolori per l'azienda agricola di Canevare, oggetto nel marzo scorso di un'ispezione congiunta (carabinieri di Fanano e Sestola, anche forestali, Nas di Parma, Nucleo ispettorato del lavoro di Modena, ricognizione aerea del 13° Nucleo di Forlì) che aveva portato alla luce due fattori critici: una telecamera non autorizzata in sala parto (denuncia penale) e carenze igienico-sanitarie nella stalla e nella sala mungitura (500 euro di sanzione). Al termine degli accertamenti i carabinieri di Fanano assieme ai colleghi dell'Ispettorato del lavoro (Nil) hanno notificato in questi giorni un'altra denuncia (in stato di libertà) alla titolare 26enne A.U. per altri due elementi di irregolarità riscontrati: il non aver redatto il documento di valutazione dei rischi e il non aver sottoposto a visita medica preventiva i lavoratori. Si tratta nel primo caso di un adempimento necessario per assicurare che l'ambiente di lavoro possa considerarsi sicuro sia per chi vi svolge attività sia per chi vi si reca, ad esempio a raccogliere il latte. Nel secondo caso invece si parla della classica certificazione di idoneità al lavoro del personale. Elementi che hanno condotto anche a 3mila euro di ammenda. Gestito come azienda individuale, l'allevamento conta circa 200 capi bovini.

In occasione del controllo di marzo la titolare si era giustificata sulla presenza della telecamera dicendo che non era stata posizionata per controllare i lavoratori (il lavoratore anzi, visto che c'è un solo dipendente) ma per il monitoraggio della sala parto. Ma il posizionamento di qualsiasi telecamera in luogo aziendale richiede prima autorizzazione del Nil, altrimenti si va a violare lo Statuto dei lavoratori. —

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