«Ho preso mia figlia in braccio e ci siamo precipitati fuori»
Il giovane papà abita nell’appartamento di fianco a quello distrutto: «La parete si è crepata e dalla finestra ho visto una lingua di fuoco»
«Sono un medico, ho a che fare con le emergenze e le situazioni che le provocano. Forse è proprio per questo che ho affrontato con forza e calma questa situazione, una volta che ho capito che, almeno nell'immediato, non mi era successo nulla. Ma bisognava che abbandonassi subito la casa e così ho fatto». Chi parla è il medico che abita al quarto piano, in appartamento di proprietà.
«Ero da solo in casa, mia moglie era fuori e solo per caso non ero ancora al lavoro - spiega- quindi non ero ancora vestito e stavo sentendo il telegiornale quando passate dal poco le 9 ho sentito prima un botto, poi una brevissima pausa e poi ancora un altro botto, ancora più forte di quello di prima. Tutto l'appartamento ha tremato, c’è stato un forte rumore, quello della macerie cadute nel cavedio. Mi sono un po’ coperto, ho aperto la porta di casa e sono sceso. Le scale erano agibili. Al secondo piano era tutto squarciato, c'erano dei muri sbriciolati. Ho notato che non c’erano feriti». «Non posso che ringraziare - afferma il medico- la polizia e tutte le altre forze venute a soccorrerci. Perché davvero la polizia è arrivata in pochi istanti, subito dopo l'esplosione e ha coordinato tutte le operazioni dall'interno, mentre la gente scendeva arrivavano via via i pompieri e tutto gli altri. Devo dire che è stata un'organizzazione impeccabile, per modi e rapidità, che davvero non mi sarei immaginato».
Chi abita in zona, attirato dai due boati in successione, ha pensato ad una bomba, ad un attentato. «Io abito qui in via Blasia - dice una signora ancora scossa - e ho chiamato immediatamente il 112: Credevo che fosse scoppiata una bomba. Già parecchi anni fa c'era stata un’esplosione, ma anche quella volta non era stato un attentato. Però ora, di questi tempi... In strada, in via Blasia c’erano tanti vetri, dei pezzi di porta e di finestre».
La strada è stata bloccata e presidiata sia dai militari dell’esercito che dalla Municipale e dai carabinieri. I vigili del fuoco, nelle prime fasi dei soccorsi, hanno impiegato unità cinofile per accertare che sotto le macerie nel cavedio non vi fossero vittime sepolte. Nulla di tutto questo fortunatamente». «Dalle finestre usciva del fumo nero, abbiamo visto - riferiscono due donne - uscire dal portone la polizia con un ferito messo malissimo». Il giovane papà filippino, che abita proprio accanto appartamento saltato in aria, è con la sua piccola. È risuscito a prenderle anche il passeggino nella fuga lungo le scale. «Il muro si era crepato, dalla finestra ho visto una vampata, una lingua di fuoco venire dall’appartamento di fianco. Sono corso in camera da letto, ho preso mia figlia di 4 anni, l’ho vestita e l ’ho portata fuori». Lei gioca con un cellulare, lui chiama la moglie: «È andata tutto bene, vieni, poi ti spiego». —
S.TO
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google