Il salvataggio dei poliziotti tra fuoco, fumo e macerie
Un agente della Volante ha raggiunto il portone dell’abitazione esplosa uscendo da una finestra e aggrappandosi al muro esterno del cavedio
Sono stati i primi a sfidare il fumo e le fiamme, a mettere in salvo il diciannovenne rimasto ustionato e a soccorrere, a dare sostegno a tutti gli altri inquilini che via via scendevano per allontanarsi dal disastro. E dopo anche una leggere intossicazione per quattro di loro dovuta al fimo respirato nelle concitate fase dei soccorsi, il tempo di un mini controllo sul posto di pochi minuti, che rieccoli tornare operativi, assieme ai vigili del fuoco e agli altri tecnici per spiegare, loro che già erano stati all’interno, dare informazioni su come è strutturato lo stabile, e per tenere sotto controllo la situazione nella stretta via Blasia che si snoda da via del Taglio a piazza Mazzini. Un intervento lampo quello della polizia, chiamata dai residenti che in tutta la piazza e non solo erano più che allarmati per l'esplosione. In tanti pensavano ad una bomba, ad un attentato, altri vedendo il fumo che si alzava dal centro pensavano ad un furioso incendio. Gli equipaggi della Volante stavano proprio effettuando i consueti controlli del territorio e stavano battendo alcune zone a ridosso del centro. Gli agenti si sono infilati all'interno del palazzo al civico 5, subito avvolti da fumo e dalla polvere dovuta al crollo delle macerie nel cavedio interno. Una prima rampa di scale, poi la seconda, dove incontrano il residente con al figlia in braccio che scende, terrorizzato ma incolume. Viene scortato giù in strada. Per raggiungere l’appartamento devastato e capire se ci fossero all’interno vittime (quante? una strage? ci sono feriti?) bisognava arrivare alla porta che probabilmente per le macerie dovute al crollo di qualche muro era raggiungibile soltanto passando dall'esterno. Un agente allora ha ... fatto il ladro, nel senso che passando da una finestra che dà sul cavedio interno si è aggrappato al muro esterno, sfiorando il vuoto, sino a raggiungere il pianerottolo. Con un calcione ha buttato giù la porta e si è trovato davanti il diciannovenne. Era in vestaglia, stava facendo colazione avrebbe fatto in tempo a dire ai poliziotti. Era ferito ovunque, si vedeva che il calore lo aveva investito in tutto il corpo, la vestaglia era fumante. Camminava, era cosciente, ce la faceva a spostarsi: gli agenti della Volante lo hanno portato in strada e caricato sull'ambulanza che è corsa all'ospedale di Baggiovara. Nel frattempo i vigili del fuoco sono già in azione, mentre dalla palazzina, in quei terribili minuti subito dopo l’esplosione, scendono dai piani alti anche gli altri residenti. Una donna, che abita al terzo piano, sale in ambulanza frastornata e sotto choc per la forte esplosione. Non è intossicata dal fumo.
Si capisce subito che non è un attentato, la stessa polizia diffonde alle autorità che l'allarme è circoscritto ad una fuga di gas, forse causata da una caldaia difettosa. —
S.TO
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google