Gazzetta di Modena

Modena

il caso ambulanze 

Venturi duro: «Una radiazione sproporzionata»

Luca Gardinale

L’assessore regionale si sfoga  «Un precedente del genere solo per un omicidio» Ieri i carabinieri in Regione e all’ordine medici di Bologna

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Dalle lacrime legate a un doloroso ricordo di gioventù alla rabbia per un provvedimento giudicato ingiusto. In «mezzo, i problemi quotidiani degli utenti, ma anche il grande lavoro fatto in questi quarant’anni per costruire un sistema che resta di alto livello. Tante “facce” della sanità emiliana e modenese che ieri mattina si sono confrontate al cinema Victoria, dove l’Ausl di Modena ha organizzato un convegno per festeggiare il Sistema sanitario nazionale, istituito con la legge 833 del 23 dicembre 1978. Un incontro molto partecipato, con le autorità cittadine in prima fila e tanti professionisti e cittadini in platea per ascoltare le testimonianze di chi tutti i giorni contribuisce a rafforzare la rete della sanità. L’apertura è stata affidata al sindaco e presidente della Conferenza sociosanitaria Gian Carlo Muzzarelli, che si è lasciato andare a un ricordo commosso del calvario affrontato da sua madre, nel 1970, prima di essere operata: «Un momento drammatico della mia vita - ha spiegato il primo cittadino - che mi ha fatto capire quanto fosse importante garantire a tutti il diritto all’assistenza e alle migliori prestazioni. Oggi, dunque, dobbiamo avere cura del nostro sistema sanitario nazionale e lavorare per garantire le risorse affinché funzioni al meglio». Quindi, dopo il dibattito sulla “Costruzione di salute e partecipazione - i prossimi quarant’anni”, con l’assessore regionale alla Salute Sergio Venturi, la presidente della Federazione diabete Rita Lidia Stara, la presidente del Comitato utenti familiari e operatori Tilde Arcaleni e il sindaco di Castelfranco Stefano Reggianini, la parola è passata al governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, che ha affrontato il tema delle sfide attuali e dei prossimi anni per il sistema sanitario. Ma sanità vuole anche dire polemiche, come quelle che nei giorni scorsi hanno seguito la radiazione dall’Ordine dei medici dell’assessore Venturi per la delibera sulle ambulanze senza medici. Così, mentre il presidente regionale dei medici Giancarlo Pizza è stato convocato a Roma il 13 dicembre per riferire del caso-Venturi, a margine del convegno di ieri al Victoria l’assessore ha commentato per la prima volta la decisione dell’Ordine: «Non giudico il provvedimento - ha detto Sergio Venturi - l’ho accettato come si accetta una sentenza. Per il momento mi accontento della solidarietà, che non mi sarei mai aspettato: non l’ho cercata, ma mi fa piacere perché questo testimonia un fatto eclatante». L’assessore ha quindi fatto notare che «dal Dopoguerra a oggi l’Ordine dei medici di Bologna aveva eseguito una sola radiazione, nei confronti di un medico che aveva ucciso sua moglie: ritengo ci sia una sproporzione, ma naturalmente questo non lo devo decidere io. Non conta tanto la mia opinione, ma quella dei giudici che dovranno esprimersi sulla questione. Sono molto fiducioso - ha chiuso Venturi - sul fatto che ci sarà un giudice che vorrà rivalutare con obiettività una situazione che ne ha davvero bisogno». —



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