Gazzetta di Modena

Modena

l’indagine dell’arma 

Cinque mesi sotto traccia prima di scoprire le carte

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Post sui social network, esposti in Procura, denunce? In questi ultimi giorni in molti si sono interrogati su quale sia stato l’innesco dell’inchiesta dei carabinieri e coordinata dalla Procura di Modena. Si è insinuato un clima surreale, dove ognuno ritiene di aver portato un pezzettino di competenze. A quanto si può apprendere da fonti investigative, l’indagine è però stata innescata dall’Arma stessa, incuriosita dalla fitta rete di possibili clientele che animano la stupita e choccata Carpi. A guidare il gruppo di investigatori c’è il capitano Alessandro Iacovelli, che non ha avuto particolari timori ad entrare a gamba tesa nel periodo pre-elettorale che tanti inquieta il Pd. Una azione che ha scombussolato gli equilibri e che ancora non è definita con chiarezza nel suo perimetro anche perché i sequestri di carte effettuati al Palazzo della Pieve sono soltanto un particolare di un’indagine che proseguiva sotto traccia da quasi cinque mesi. Ora i carabinieri, parafrasando il poker, sono andati a “vedere” le carte. Lo hanno fatto con una mossa esplicita, che Iacovelli crede di poter capitalizzare alla pari di quanto capitò ai Castelli Romani, nel suo precedente incarico, quando due inchieste portarono ad arresti e denunce di sindaci, assessori, imprenditori e funzionari. (camma)

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