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Modena. La partigiana Aude Pacchioni: «Lascio la guida dell’Anpi»

Saverio Cioce
Modena. La partigiana Aude Pacchioni: «Lascio la guida dell’Anpi»

Dopo tanti anni di attività ha deciso. "Farò soltanto la nonna"

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MODENA.. L’ultima dirigente che viene dalla lotta partigiana lascia l’incarico alla guida dell’Anpi e si ritira a vita privata. Un meritato riposo per Aude Pacchioni, storica presidente dell’associazione che tiene insieme figli, nipoti e sostenitori di quell’idea di opposizione al fascismo che nella seconda guerra mondiale ha inchiodò nazisti e repubblichini sul fronte interno, combattendo fianco a fianco degli Alleati.

Guai però a pensare a lei, che a giorni compie 92 anni, come a una nonna dedita alle torte e ai gatti. Con una salute e una memoria di ferro, la Pacchioni ricorda nitidamente i momenti e le battaglie che l'hanno vista testimone e protagonista da quando, poco più che diciottenne, ebbe l'incarico da parte del Cln (Comitato Liberazione Nazionale) di prendere servizio in Comune a Soliera durante la Repubblica di Salò. I fascisti della Repubblica di Salò spadroneggiavano in pianura e a fianco dei tedeschi cercavano casa per casa ogni uomo in grado di diventare un combattente; per questo le famiglie avevano bisogno di dimostrare che i loro figli erano ancora al fronte anziché con i partigiani in montagna. Lei, silenziosa e allineata, riceveva tutti e certificava che i giovani militari erano a combattere, permettendo alle famiglie di evitare perquisizioni e razzi e anche di continuare a ricevere il sussidio.

Padre antifascista e madre cattolica e praticante, la Pacchioni capì da ragazza da che parte stare anche perché chiunque capiva che la guerra era persa, da quando l'America era scesa in campo dopo Pearl Harbor. E dall'8 settembre 1943, dopo la resa dell'Italia agli Alleati e il cambio di fronte, la cascina di famiglia in via Lama divenne un crocevia di soldati sbandati, feriti, fuggitivi dal campo di concentramento di Fossoli. Lei faceva la pendolare con le fonderie Rizzi di Modena dove lavorava ma dopo i priomi bombardamenti aerei il padre la tenne a casa e di qui inizio il lavoro clandestino che poteva costarle la fucilazione. «Molti parlano della Resistenza in armi – ricorda oggi – ma pochi ricordano la “resistenza civile” della gente comune che collaborava in tutti i modi con gli oppositori al fascismo. Le famiglie ospitavano, nascondevano, rivestivano i soldati con i pochi abiti avanzati, bruciavano le divise e sfamavano chi andava in montagna».

Dopo quel periodo eroico dal 1946 agli anni '50, Aude – come le chiamavano le braccianti e le mondine per cui lei si adoperava, è impegnata a tempo pieno per organizzare la parità di salario tra uomini e donne (che allora non c'era), le graduatorie per andare in risaia per quaranta giorni di lavoro (un privilegio maledetto, ma a Modena c'era solo la fame e le distruzioni), i primi asili per i bambini nelle case, con le aie e con la mensa, per permettere ai genitori di lavorare.

Sono i primi passi di quel welfare emiliano che si farà strada. E ancora le colonie al mare, dove si portavano bambini e bambine con le mamme. Tutto da inventare, a cominciare dagli appartamenti per mettere insieme le mamme con i bimbi piccoli in modo da avere più posti per i bambini dai 6 ai 12 anni. Per tutti era la prima volta che vedevano il mare, in Romagna.

E lei, come assessore ai Servizi sociali di Modena, arriva a creare nel 1969 il primo nido a Modena nel 1969, in via Bonaccini. Un altro in via Gramsci ebbe come sede provvisoria un doppio appartamento al terzo piano, in un condominio.

Dopo una vita lunga quasi un secolo, settantaquattro anni ininterrotti di impegni pubblici di cui gli ultimi venti alla guida dell’Anpi, Aude Pacchioni ha passato la mano. La sostituirà Luciano Ferrari, che in passato è stato anche assessore a Carpi, affiancato come vicepresidente da Alves Monari, già pubblico amministratore a Nonantola. Assieme a loro ci saranno come consiglieri William Garagnani, Marino Gatti, James Cavallieri, Stefano Barbieri, Paolo Rocca, Maurizio Ferrarini, Alessio Bertolini, Silvia Bartolini, Camilla Scarpa.

«Che cosa farò adesso? - ride divertita la Pacchioni – Avrò tempo per leggere, romanzi e saggi di storia. E i giornali. Ho ancora tante cose da fare e poi mi dedicherò alla famiglia, al nipote. E' stata una vita lunga e piena, se tornassi indietro rifarei tutto». —




 

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