Proteste davanti a Italpizza: operai respinti con i lacrimogeni
Gli iscritti al sindacato Si Cobas impedivano l’uscita dei camion ostacolando il traffico sulla Vignolese
Dopo il tavolo di trattativa senza esito di mercoledì in prefettura, ieri la vertenza Italpizza è tornata a fare parlare di sè per le tensioni davanti allo stabilimento aziendale di San Donnino, dove alcune decine di lavoratori aderenti al sindacato Si Cobas stanno presidiando la zona e cercano di ostacolare l’uscita dei camion che trasportano le pizze surgelate.
Un dirigente della Polizia ieri avrebbe tentato una mediazione parlando prima con dirigenti aziendali poi con i sindacalisti Si Cobas. «L’azienda - dice Enrico Semprini del Si Cobas - aveva dato la disponibilità a trattare direttamente solo con alcuni lavoratori escludendo i sindacalisti. Abbiamo girato la proposta ai lavoratori che però l’anno respinta».
Le forze dell’ordine per tre volte hanno dovuto disperdere i gruppi di operai quando veniva preannunciata l’uscita di camion dallo stabilimento. Gli agenti hanno fatto ricorso a gas lacrimogeni. Dovevano tutelare anche l’esigenza di evitare il blocco del traffico per un tempo eccessivo lungo la vicina via Vignolese. Nel pomeriggio, durante la seconda carica delle forze dell’ordine, molti lavoratori scappando erano entrati all’interno del cortile aziendale e poco dopo sono stati allontanati dall’area privata.
Fra le centinaia di addetti di Italpizza solo poche decine sono dipendenti diretti dell’azienda mentre gli operai sono in gran parte lavoratori delle cooperative Evologica e Cofamo, che hanno in appalto il lavoro all’interno dello stabilimento di S. Donnino. Il sindacato Si Cobas chiede di applicare il contratto del settore alimentare e si oppone al trasferimento di 9 lavoratrici (tutte iscritte allo stesso sindacato) in altre aziende in cui le coop hanno appalti. Le altre richieste riguardano le condizioni lavorative con particolare riferimento alle pause.
Nella serata di ieri Italpizza ha diffuso una nota per chiarire la propria posizione. Ecco il testo del comunicato.
«L'azienda Italpizza spa desidera comunicare la brutale aggressione in corso da alcuni giorni e tutt'ora in atto da parte di gruppi violenti che poco o nulla hanno a che fare con le oltre mille persone che prestano attività lavorativa in azienda. Ai nostri cancelli si ripetono atti costituenti reato quali la violazione della proprietà privata, il blocco degli automezzi e quindi delle merci, e nella giornata odierna l'aggressione è giunta alle porte di ingresso dell'azienda con danneggiamenti e violenza alle persone. Detti delitti sono stati e continuano ad essere perpetrati alla presenza degli esponenti delle forze dell'ordine che nonostante il loro encomiabile impegno, in ragione del loro esiguo numero non possono contenere e fronteggiare gli aggressori. Vorremmo parlare dell’azienda, dei prodotti, della perfetta conformità alla disciplina vigente dei contratti di appalto del lavoro, in special modo con riferimento alle retribuzioni, alle mansioni e agli orari di impiego, nonostante la lunga sequela di grossolane inesattezze, imprecisioni miste a falsità lette in questi giorni, soprattutto sulla scorta delle dichiarazioni rilasciate da esponenti politici e sindacali. Si ribadisce: un gruppo di vandali che giunge non si sa bene da dove e che intende mettere a ferro e fuoco la nostra azienda. Mille lavoratori, soprattutto donne, mille famiglie, 100 milioni di pizze artigianali italiane di altissima qualità prodotte in un anno ed esportate in tutto il mondo. Questa è un'azienda modenese, italiana, che sta progettando il raddoppio dell'attività qui a Modena, Italia. Vorremmo potere rimanere qui». —
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