Gazzetta di Modena

Modena

Signora Manelli, meno tasse per sostenere l’Appennino

Stefano Bonaccini

2 MINUTI DI LETTURA





Gentile direttore, attraverso il suo giornale voglio raccogliere l’appello e rispondere alla lettera della signora Laura Manelli, titolare di un bar a Prignano. L’Appennino è la parte più bella e più fragile del territorio: averne cura non può essere una preoccupazione solo di chi ci abita, ma un impegno di tutti gli emiliano-romagnoli e, per questo, della Regione. In questa legislatura, dal 2015, abbiamo destinato al contrasto e alla prevenzione del dissesto idrogeologico sempre più risorse e non intendiamo fermarci, riservando proprio alla montagna, nel prossimo triennio, la percentuale più rilevante degli investimenti, comprese strade, manutenzioni straordinarie e messa in sicurezza degli edifici pubblici.

Ma la signora Manelli, in quanto esercente, pone un problema preciso, e cioè quello fiscale. Vivere e lavorare in Appennino non è la stessa cosa che farlo in pianura, comporta spesso sacrifici e oneri maggiori. Soprattutto per artigiani e commercianti, che sono il tessuto connettivo delle nostre comunità. Per questa ragione, mentre dal prossimo 1 gennaio introdurremo per tutta la popolazione misure di sollievo quali la cancellazione del superticket per le prestazioni sanitarie, abbiamo voluto fare un ulteriore passo avanti per chi fa impresa in Appennino.

Per la prima volta, come Regione Emilia-Romagna abbiamo messo a bilancio 12 milioni di euro per ridurre la pressione fiscale in montagna proprio a favore delle piccole e piccolissime aziende che vi operano. In particolare, per abbattere l’Irap, la principale tassa regionale sulle attività economiche. Nella nostra proposta è previsto un taglio secco tra il 30 e il 50 per cento di quanto attualmente pagano le imprese.

Inoltre, per le nuove attività produttive e commerciali che vogliano aprire in montagna prevediamo l’azzeramento dell’Irap per almeno tre anni. Per fare queste cose ci occorre un’autorizzazione di Governo e Parlamento che, confido, vorranno senz’altro accordarci con la manovra finanziaria, trattandosi di risorse regionali, senza oneri per lo Stato. Se questo non accadrà (e sarebbe un grave e inspiegabile errore) ci impegneremo, insieme alle associazioni del commercio e dell’artigianato, a individuare modalità il più possibile semplici e veloci per ottenere lo stesso risultato, cioè il giusto riconoscimento economico per le piccole aziende che operano in montagna. Spero di aver risposto, coi fatti prima ancora che con le parole, ad una richiesta che è stata posta in modo tanto chiaro quanto condivisibile. —

Stefano Bonaccini

Presidente

Regione Emilia-Romagna



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google