Sos dai costruttori Ance «Il nostro settore è prossimo al collasso»
I costruttori di Confindustria bussano forte alla porta del Governo gialloverde. «C'è già stato un incontro e il governo ci ha già detto che ci riceverà, spero presto, per discutere le politiche infrastrutturali. Si sono accorti, e dico finalmente, che a Torino era rappresentato il 65% del Pil italiano: sono sicuro che il governo ascolterà un paese che vuole riprendere il suo cammino».
Lo confida il presidente nazionale di ance, Gabriele Buia, lanciando un appello ieri sera dall'assemblea dell'associazione a Modena, nel cuore del bacino di Confindustria Emilia. «Alla manifestazione di Torino- puntualizza il presidente nazionale Ance- ci siamo messi insieme per dire al governo che l'Italia ha bisogno di infrastrutture e deve investirci: abbiamo un gap di quasi 84 miliardi rispetto ad altre nazioni europee. Eravamo leader agli inizi degli anni '70, ora siamo all'ultimo posto del G7. Questo ci fa perdere competitività e, come si vede, abbiamo grossi problemi di manutenzione: Genova purtroppo è la punta dell'iceberg».
Così, arriva l'appello di stretta attualità verso il governo: «la legge di bilancio 2019- evidenzia Buia a margine dell'assemblea modenese- si basa moltissimo sugli investimenti infrastrutturali, ma il grande problema che abbiamo a livello nazionale è che le risorse stanziate per investimenti in infrastrutture, in questo caso pari a 5,5 miliardi, non vengono usate nell'anno per cui sono state programmate, bensì dopo anni». Quindi, è la richiesta dei costruttori di Confindustria, «dobbiamo avere strumenti che accelerino le procedure di spesa, altrimenti questa legge di bilancio fallirà».
Ance chiede quindi, al Governo in particolare, «Grandi opere ma anche e soprattutto piccole opere, che possano davvero rilanciare i territori e servire i cittadini, che siano utili alla rigenerazione urbana: più del 90% del nostro settore, del resto, e' costituito da piccole e medie imprese».
Lo spera anche Sandro Grisendi, presidente di Ance Modena: «Il presidente di Confindustria Boccia è stato molto convincente, i problemi dell'industria in generale e non solo delle costruzioni sono molto complessi verso il 2019. Il settore delle costruzioni- avvisa Grisendi- è molto vicino al collasso, stiamo vedendo i big presentare domande di concordato continuamente. Il nostro appello al Governo e' questo: non dire dei 'no' a priori, ma valutare sempre». Anche a Modena del resto, ricorda il presidente locale Ance, «il patrimonio edilizio è molto vecchio, non è adeguato dal punto di vista energetico e sismico. Serve quindi attivare operazioni di contenimento del suolo e saldo zero, non ci sono dubbi, ma serve equilibrio: avremo difficoltà con la rigenerazione urbana, con queste politiche ed effetti incrociati. E c'è anche un problema sociale sulle abitazioni, che non va trascurato».
Come esempio di grandi infrastrutture, Grisendi cita la superstrada Foligno-Civitanova Marche, completata nel luglio 2016 ossia un mese prima del sisma dell'Italia centrale, e arriva ai nodi regionali: «La Campogalliano-Sassuolo è stata finanziata, serve, e poi c'è la Cispadana. Tutta la politica valuti e ascolti esigenze territori e industria: lavoro vuol dire dignità», conclude Grisendi. —
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