Ecco a voi Ago Il polo culturale si presenta ai modenesi
Il progetto è pronto, manca l’ultimo ok della Soprintendenza Intanto la struttura cerca di farsi conoscere dalla città
MODENA. La speranza è che sia davvero “Ago” e non… agonia, visti gli anni di attesa e l’ok della Sovrintendenza che ancora manca. Detto questo, l’obiettivo è lanciare un messaggio preciso: il nuovo polo culturale Sant’Agostino sta già nascendo, e soprattutto i cittadini possono già visitarlo e “viverlo”, anche se per la partenza dei cantieri bisognerà aspettare ancora il via libera da Bologna.
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Un messaggio lanciato ieri alle 17.35, quando il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha scoperto il logo gialloblù con il nuovo nome - “Ago”, appunto - formato da un gioco di cerchi che si abbracciano e si incrociano. Così, ieri pomeriggio è ufficialmente partita una nuova storia, quella del complesso Sant’Agostino, che nei prossimi anni si trasformerà in un grande polo culturale - uno dei principali in Italia, con un investimento complessivo di oltre 110 milioni di euro e un’area interessata di 40mila metri quadrati - che riunirà l’ex ospedale, il Palazzo dei musei, l’ospedale Estense e la chiesa. Un progetto che, davanti a circa 300 persone, ha aperto le sue porte alla città, mentre un gioco di luci proiettava il nuovo logo sulla facciata del Palazzo dei musei.
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Uno spettacolo che si ripeterà oggi e domani, ma anche nei prossimi week end, fino al 31 gennaio 2019, in modo da far vedere a tutti i modenesi cosa sta succedendo all’interno del complesso. Quella di ieri sera è stata dunque la prima visita, con un percorso partito dall’atrio adiacente alle “Tenaglie” e dalla farmacia storica per arrivare nel cortile interno dell’ex ospedale, dove le autorità, in mezzo a un suggestivo gioco di luci, hanno espresso la loro soddisfazione per la partenza del progetto.
Così, dopo l’introduzione affidata agli attori del Teatro dei Venti e prima di passare alla musica del dj Alberto Ricca, è stato il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Paolo Cavicchioli ad aprire la festa: «Questo - ha spiegato - sarà uno spazio dove ricucire il sapere scientifico e quello umanistico, un luogo dove guardare contemporaneamente al passato e al futuro. Questo è “Ago”, frutto dello stare insieme, del lavoro comune di enti, istituzioni e rappresentanti della comunità». Ricordando il significato originario della parola, il presidente ha quindi associato il progetto «alla volontà di agire, di progettare, di costruire un ambiente per i cittadini del futuro». Molto soddisfatto il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, che dopo aver scoperto il logo ha ricordato che il polo culturale aveva bisogno «di un nome che tenesse insieme storia e futuro, cultura umanistica e arte con la cultura scientifica e l’innovazione, l’antico e la modernità. Serviva soprattutto un nome che esprimesse tutto ciò con la rapidità necessaria nella comunicazione del mondo contemporaneo - ha aggiunto il primo cittadino - e, insieme, con la profondità indispensabile per rappresentare il patrimonio di sapere e conoscenza che si vuole promuovere, partendo da Modena ma con lo sguardo aperto al mondo. E serviva che fosse bello, che fosse... “Ago”».
Un nome che «rimanda alla denominazione topografica, ovvero l’antico ospedale Sant’Agostino», ha ricordato la direttrice delle Gallerie Estensi Martina Bagnoli: «Al richiamo diretto dello spazio fisico, il logo aggiunge quello più astratto ma non meno importante al lungo e fondamentale lavoro di “ricucitura” - spaziale, fisica - fra i due lati della piazza, fra Sant’Agostino e Palazzo dei Musei, e “ricucitura” culturale, essendo strettamente legati e comuni gli intenti degli istituti agenti nel progetto». —
Luca Gardinale
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