Seta, 60 nuovi bus per Modena Si abbandonano gli Euro 2
Faccia a faccia Cattabriga-Tomei su prospettive e problematiche dell’azienda mentre dal sindacato Usb arrivano segnali di distensione. «Un’aria nuova»
Un piano straordinario per l’ammodernamento dei mezzi «che prevede risorse pari a 45 milioni di euro che consentiranno, entro il 2020, l’acquisto di 160 nuovi mezzi, di cui 60 per il territorio modenese».
Lo ha illustrato il presidente di Seta Andrea Cattabriga al nuovo numero uno della Provincia di Modena Gian Domenico Tomei: i due si sono visti giovedì per discutere del futuro del trasporto pubblico, con una particolare attenzione agli investimenti per l’ammodernamento dei mezzi. I nuovi bus, è stato spiegato nel faccia a faccia Tomei-Cattabriga, saranno alimentati a metano e si aggiungono ai 70 già previsti per complessivi 230 nuovi mezzi, in pratica un quarto della flotta complessiva: con questi investimenti, saranno sostituiti tutti i mezzi Euro 2 della flotta di Seta. Per quanto riguarda le future strategie per il trasporto pubblico locale, Tomei ha ribadito le linee programmatiche, indicate nei mesi scorsi dai sindaci, sulla necessità di revisione dei meccanismi di ripartizione dei fondi che oggi penalizzano il bacino modenese e dare una prospettiva stabile alla gestione del servizio attraverso l’indizione delle gare di bacino, oltre ad approfondire le ipotesi di ulteriore aggregazione societaria tra i gestori a partecipazione pubblica attualmente operanti in regione. Oltre alla necessità di proseguire nelle politiche di ammodernamento dei mezzi, Tomei ha sottolineato l’importanza delle manutenzioni e degli investimenti sulla bigliettazione elettronica, la rete di vendita e di informazione all’utenza. Nel frattempo, dai sindacati arrivano segnali di distensione per la vertenza: «La nuova dirigenza ha cambiato rotta - spiega Sebastiano Taumaturgo della sigla Usb - ora vediamo come andranno le cose nei prossimi mesi». Proprio per questo, il sindacato ha deciso di sospendere la vertenza aperta da tre anni dopo l’ultimo incontro con il presidente: «Restano però aperte diverse questioni - riprende il sindacalista - a partire dalle disparità rispetto a Reggio, che ha i mezzi migliori e un contratto migliore di quello dei colleghi modenesi». —
L.G.
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