Calenda scalda i cuori di 300 simpatizzanti di una Sinistra in crisi
Una finestra aperta uno spiraglio di luce per la sinistra, non è arrivato dalle segreteria dei partiti, da convegni cittadini o sotto il tendone della Festa dell’Unità. Ma l’altra sera nella nuova sala degli Orti di via Leonardo al Villaggio Giardino. I due circoli Pd del quartiere, hanno organizzato un incontro con Carlo Calenda. L’occasione, la presentazione del suo ultimo libro “Orizzonti selvaggi: capire la paura e ritrovare il coraggio” ma il titolo della serata era “Verso un nuovo campo progressista”. Inaspettatamente la sala era strapiena. Trecento cittadini di diversa estrazione ‘politica’ sono accorsi per ascoltare una voce fuori dal coro, una proposta nuova. Una speranza per un’area di sinistra preoccupata per l’attuale situazione non solo politica ma economica e sociale. Calenda si è chiesto le motivazioni per il tramonto di Renzi. Le responsabilità - secondo lui - non sono individuali ma di una deriva storica che in tutta Europa sta superando la democrazia liberale per un meccanismo finanziario ‘autonomo’ che crea enormi ricchezze e sacche sempre più ampie di povertà. La democrazia è a rischio. «Bisogna attrezzarci per evitare pericoli molto gravi : per distribuire la ricchezza, creare posti di lavoro nonostante le innovazioni tecnologiche. Due sono le immediate proposte. Vincere l’ignoranza e l’analfabetismo generale attraverso le conoscenze e la formazione con una scuola buona. E poi i politici di sinistra devono fare un Time Out». Fermarsi un momento per cominciare a parlare insieme, smettere le opposizioni interne e creare un largo fronte comune al fine di cercare risposte condivise per un progetto comune che tutti aspettano. «Sta tornando la voglia di parlare per riscrivere una nuova democrazia liberale… - ha concluso - Io mi sono iscritto al partito dopo la peggiore sconfitta del Pd». —
Beppe Manni
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