Gazzetta di Modena

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URBANISTICA 

«Inutili le nuove case anche se sono poche No al piano Vandelli»

Luca Gardinale

“Mobastacemento”, insieme a residenti e associazioni,  è tornato a manifestare a Vaciglio per salvare il territorio

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Potrà anche essere poco, ma il territorio consumato è comunque troppo: lo pensano i circa 150 cittadini che ieri mattina hanno festeggiato la “Giornata del suolo” a Vaciglio, con l’obiettivo di dire un altro “no” al nuovo comparto da 28 palazzine per 550 case che nascerà all’angolo tra via Morane e la tangenziale. Una manifestazione che ha messo insieme il comitato “Mobastacemento”, gli Amici della bicicletta, Legambiente Modena, i residenti di Vaciglio, alcuni rappresentanti di Medici per l’Ambiente e dei comitati ambientalisti di Bologna e Reggio. Una manifestazione pacifica, che ha portato all’intitolazione del campo sul quale nasceranno i 550 alloggi all’ambientalista Carlo Sabattini, agricoltore e consigliere comunale negli anni ’80, al quale è stata dedicata una targa piantata nella zona che sarà edificata. E se giovedì scorso in commissione Seta la giunta ha illustrato l’istruttoria urbanistica che ha bocciato metà dei progetti (e due terzi delle case) proposte dai costruttori - il documento, che ha dato il via 267 case su 967, tornerà in commissione la settimana prossima, per andare in discussione e al voto in Consiglio comunale nella seduta di lunedì 17 dicembre - i rappresentanti di “Mobastacemento” ricordano che «per ottenere il “vero” saldo zero di territorio bisognerebbe rinaturalizzare un centimetro di terreno per ogni centimetro edificato - fa sapere Pietro Rivasi, uno dei leader del comitato nato dalla protesta contro il comparto di Vaciglio - e poi i progetti inutili restano tali. Insomma, non è che tagliandone un po’ si diventa virtuosi, anche perché siamo infestati di aree da rigenerare, dal “rotore” nella zona di via del Mercato all’ex Pro latte, ma gli esempi sarebbero davvero tantissimi. Noi ci battiamo contro l’edificazione nelle aree vergini della città - aggiunge il rappresentante del comitato - e anche se le nuove case approvate dalla giunta con l’istruttoria sono poche, restano sempre troppe considerando gli scheletri abbandonati che infestano la città».

A sostenere la battaglia del comitato è anche l’associazione Medici per l’ambiente: «Evitando il consumo di suolo si tutela l’ambiente - spiega Fiorenza Torricelli - e di conseguenza si tutela la salute dei cittadini, mentre l’eccessiva cementificazione può portare a un ulteriore aumento del traffico in una situazione già grave, dal momento che a Modena abbiamo sforato i generosi limiti fissati dall’Europa per le polveri sottili». —

Luca Gardinale

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