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L’inchiesta della Procura l’ultimo baluardo antidiscarica

A. Setti

Dopo la risposta pilatesca del Governo a Palazzi, si attende l’esito delle indagini  Boetti con il sindaco: «Lega e M5S inerti». Il Pd: «Deve trattare con la Regione»

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FINALE. L’inchiesta della Procura di Modena sulla “strana” storia della discarica di Finale è ancora nella fase delle indagini preliminari. Non corrisponde quindi al vero che ci sia stata la fissazione di una qualche udienza, a carico degli indagati. Tra i quali, è noto, illustri amministratori comunali finalesi di qualche anno fa, oltre che i referenti di un progetto (quello della riapertura con ampliamento della discarica gestito da Feronia) così sostenuto dagli altri Comuni di Sorgea con la volontà decisiva della Regione (più l’Ausl e altri), che ha dato il via libera. Le ipotesi di reato e la prima ricostruzione lasciano infatti intendere una operazione tesa a coprire magagne vecchie con il progetto nuovo.

I finalesi dipendono da questo: sarà l’inchiesta l’unica arma per fermare il progetto che a Finale nessuno vuole. Specie dopo il “ponziopilatismo” di Roma che ha rispedito al mittente per inconsistenza dei contenuti l’opposizione della giunta Palazzi. Per fermare il progetto che viene sostenuto dalla Regione (che ora ha il pallino in mano), da altri Comuni e dalla multiutility più grande d’Italia serviva forse una istruttoria tecnica rilevante.

E invece l’istanza per il no non ha neppure passato il vaglio dei tecnici della Presidenza del Consiglio: rimandata a Finale senza arrivare sul tavolo dei ministri. Lo conferma in una nota il presidente del Consiglio comunale, Maurizio Boetti, che tuttavia solidarizza con il sindaco Palazzi: «Chi ha firmato il documento sulla inammissibilità della richiesta al Consiglio Ministri per la discarica a Finale? Il segretario generale della Presidenza del consiglio dei ministri , Roberto Chieppa - esordisce Boetti - Per la discarica di Finale si è dunque scomodato il meglio. Quindi la bontà dell’opera del sindaco Palazzi, dei suoi collaboratori e di quelli che hanno dato una mano era e rimane la migliore possibile e questo può fare solo onore a noi finalesi che abbiamo combattuto e che continueremo a farlo allo sfinimento. Quindi i movimenti politici ora al governo devono darsi da fare a ribaltare questa situazione: sia il sindaco e il sottoscritto, presenti a Roma, avevamo detto che era solo una questione politica. Ora questi personaggi gialloverdi cercano lo scarica barile. Poi qualcuno dice anche che non avevamo dato tutti i documenti necessari. Palle», attacca Boetti chiedendo ai vertici regionali e ai parlamentari di Lega Nord e Cinque stelle di battere un colpo. «Giù le mani da Palazzi . Possiamo criticarlo in tanti fatti, e io sono uno di quelli insieme al mio gruppo, ma sulla discarica ha l’appoggio nostro totale e incondizionato», conclude a nome della lista civica Libera Scelta, chiamando in causa il Pd per la situazione che si è creata.

«La scelta della giunta si è rivelata un boomerang... Le argomentazioni al tavolo tecnico sono state inconsistenti... Il sindaco si è fatto togliere gli strumenti di azione, non potrà più opporsi... Invitiamo Palazzi all’unico atto ragionevole possibile: incontrare la Regione per individuare un percorso condiviso che metta al primo punto la bonifica della vecchia discarica, con la finalità di essere utile al territorio, evitando speculazioni di carattere industriale. Lo scontro, al posto del dialogo può solo produrre guai. Infine invitiamo la Regione a tener conto della preoccupazione della popolazione finalese», scrivono i consiglieri comunali Andrea Ratti del Pd, Elena Terzi e Pierpaolo Salino della Lista civica per Finale. —

A. Setti

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