Tanti precedenti a Modena Incontro tra gestori e polizia
Sfera, Guè Pequeno, dj D’Agostino e le discoteche: troppi casi di locali in ostaggio dei criminali con spray urticante. Il Kyi inizia a usare il metal detector all’ingresso
La tragedia alla discoteca La Lanterna è l’evento più catastrofico dovuto all’uso del peperoncino spruzzato nella pista da ballo. Ma non è certo il primo. Purtroppo Modena conta numerosi precedenti, forse più di qualunque altra provincia in Italia.
E di questo rischio i gestori dei nostri locali ne sono pienamente consapevoli, al punto che per martedì hanno indetto un incontro presso Confcommercio - dove ha sede il loro sindacato Silb - con la polizia amministrativa della Questura per fare il punto su come contrastare con la massima efficacia l’introduzione di spray urticanti nei locali.
Se nel 1999 lo spray col peperoncino era visto come una novità importante per la sicurezza ed era anzi presentato dalla Lega come un’arma di difesa da diffondere, e se nel corso degli anni seguenti le forze dell’ordine lo hanno preso in dotazione, da una decina d’anni si sono moltiplicati i casi di utilizzo criminale di questo strumento, al punto che scippi, rapine e aggressioni vengono spesso compiuti con spray. Poi è iniziata la triste moda del peperoncino spruzzato nei locali pubblici. E in questo campo Modena ha una storia da raccontare.
Il primo caso - uno dei primi in Italia - risale all’ottobre 2016 quando nella discoteca Fuori Orario di Gattatico (Reggio) vengono colpiti agli occhi alcuni modenesi intenti a ballare. Era una serata del dj Gigi D’Agostino, una delle vittime di queste bande criminali che accecano e rapinano. In dicembre, poi, mentre viene pubblicizzato come regalo speciale natalizio, lo spray urticante colpisce allo Snoopy, storica discoteca della Cittadella. A quel punto, sommando altri episodi in Italia, ci si accorge che è nata una tendenza pericolosa. Nell’estate 2017, poco dopo una drammatica serata alla Capannina di Forte dei Marmi, i delinquenti con lo spray tornano a colpire a Modena. Alla Festa Pd canta proprio Sfera Ebbasta: viene fatto scoppiare il panico per rapinare chi è stordito. Nel gennaio 2018 è la volta della discoteca Yago di Sassuolo sempre durante un dj set di D’Agostino. In marzo toccherà a Gué Pequeno al Vox. In questo caso però la security funziona: i tre autori sono visti dalle videocamere e, nonostante il fuggi fuggi, sono catturati e - caso unico - consegnati ai carabinieri. Infine la serata del Kyi, pochi giorni dopo: due spruzzate in pista a distanza di poche ore. La prima volta l’autore è placcato da due ragazzi, la seconda vengono strappate delle catenine. Si aggiungono la tragedia di piazza San Carlo a Torino per la finale di Champions e i casi contro Ghali, Gemitaiz (che ha disdettato la serata finale del tour al Vox) e Marracash. I trapper sono in ostaggio di questi criminali.
Per questi motivi, spiega Luca Ascari del Silb di Modena, la riunione sarà un importante momento di verifica con le forze dell’ordine. «Lo spray per noi è un problema perché entra facilmente nei locali: la bomboletta è piccola e viene nascosta in una tasca di una giacca. Da una settimana, il Kyi, vittima di questi attacchi, ha messo in campo controlli accurati coi metal detector all’ingresso». —
C.G.
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