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appalti in municipio  

«Nuovo Comune, incarichi sospetti ai vertici della Fondazione Cassa»

Serena Arbizzi
«Nuovo Comune, incarichi sospetti ai vertici della Fondazione Cassa»

Benatti all’Anticorruzione: «A Contini e Faglioni somme appena “sotto-soglia” per evitare una gara»

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Incarichi concessi per importi appena sotto la soglia consentita per la realizzazione della nuova sede del Comune in via Peruzzi.

In seguito al sequestro dei documenti da parte dei carabinieri, su ordine della Procura, al Palazzo della Pieve, lo scorso martedì, si riaccendono i riflettori su due determine dirigenziali. Sono la numero 1128 e 1129 del 28 dicembre 2017. Con queste, il settore Restauro, cultura commercio e promozione economica e turistica, ha assegnato con affidamento diretto all’Archemstudio dell’architetto Enrico Contini e alla Enerplan dell’ingegner Corrado Faglioni rispettivamente la definizione degli aspetti di programmazione e progettazione della nuova sede e la progettazione preliminare degli impianti termoidraulici e meccanici, elettrici e speciali. Si tratta, rispettivamente, degli attuali vicepresidente e presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. Va detto, e sottolineato, che, nel momento di assegnazione dell’incarico, il presidente della Fondazione era ancora Giuseppe Schena, e che Faglioni era componente del Consiglio d’amministrazione. Faglioni è divenuto presidente in seguito al fine lavoro di tessitura di relazioni, condotto anche dall’assessore alla cultura Simone Morelli. E, successivamente, nel momento in cui Faglioni è divenuto presidente ha sottolineato come non ci sarebbero state situazioni ambigue, che avrebbero potuto insinuare anche solo un dubbio.

Le due determine sono state segnalate all’autorità anticorruzione dal consigliere Roberto Benatti . «Entrambe le determinazioni sono “appena” sotto la soglia dei 40mila euro, ovvero, rispettivamente, di 39567,33 e di 39456,59 - scrive Benatti - oltre contributi e Iva, importi determinati “frazionando” l’importo complessivo previsto a tal riguardo in fase di studio di fattibilità, e senza tener conto di tutte le progettazioni successive necessarie». Il consigliere aveva segnalato tali determinazioni «per verificare se la procedura d’assegnazione adottata» rispondesse alla normativa in materia di assegnazione di incarichi professionali. Benatti domandava, inoltre, se fosse «corretto frazionare gli incarichi in importi che permettano l’assegnazione diretta a professionisti scelti dall’amministrazione, senza nessuna procedura ad evidenza pubblica, preventivi, gara o altro e senza rotazione degli incarichi, o se invece la normativa non preveda la necessità di “sommare” tutti gli incarichi professionali riguardanti la progettazione, la direzione lavori, … per determinare la giusta modalità di selezione dei professionisti e di attribuzione degli incarichi». —

Serena Arbizzi

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