Dati rubati dalla carta: assolta dopo tre anni
Ci sono voluti tre anni di indagini, un decreto penale che la condannava a 7.350 euro di multa e un processo con rito abbreviato per arrivare all’assoluzione. Per una 46enne di Reggio città, difesa dall’avvocato Rosanna Beifiori, è finito l’incubo ieri mattina quando il giudice delle udienze preliminari di Modena ha dichiarato la sua estraneità da una truffa che la vedeva imputata ma della quale era vittima.
Il caso nasce nel 2015 quando un’altra reggiana (rimasta fuori da questa inchiesta) riceve una fattura dalla H3g per un telefono venduto a Modena che non ha mai né acquistato né attivato. La sua denuncia porta al pagamento del telefono, fatto con un carta id credito, quella intestata alla 46enne reggiana.
La donna viene convocata della polizia giudiziaria e ascoltata come persona informata sui fatti e poi diventa indagata. Non si sa più nulla finché quest’anno le arriva una raccomandata che la dichiara colpevole. È stata condannata a sua insaputa a un sanzione di 7.350 euro con un decreto penale firmato dal gip di Modena. Trasecolata e basita, la donna si è rivolta all’avvocato Beifiori che ha presentato ricorso ottenendo un’udienza davanti a un altro gip e ottenendo il processo con rito immediato, celebrato ieri. C’è stato così modo di parlare con un giudice e spiegare in modo convincente la sua estraneità alla truffa. Intanto i telefoni sotto indagine risultano ancora usati da due donne italiane mai sentite. —
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