Gazzetta di Modena

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TERREMOTO E RICOSTRUZIONE 

La Torre dei Ferraresi tornerà a vigilare su Camposanto

Valentina Corsini
La Torre dei Ferraresi tornerà a vigilare su Camposanto

Iniziati i lavori di consolidamento e restauro. Aveva resistito alle scosse grazie a un’immediata messa in sicurezza. Un intervento da mezzo milione

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È in fase di lavori di restauro architettonico e consolidamento strutturale la Torre civica Ferraresi. La Torre, uno dei simboli del paese insieme alla chiesa di San Nicola di piazza Gramsci, edificio databile tra il diciassettesimo ed il diciottesimo secolo, è una delle poche torri della Bassa ad essere uscita quasi indenne dal sisma del 2012. Le scosse non l’hanno fatta crollare sebbene l’abbiano però pesantemente danneggiata. Vista la sua notevole altezza e posizione - la vicinanza al rione di case circostanti - nei giorni successivi al terremoto ha subito, infatti, una pronta operazione di messa in sicurezza che ha consentito non solo di salvare la struttura, ma di smobilitare anche quella che allora era parte della zona rossa di Camposanto.

L’antico edificio, ritenuto importante proprio per il valore storico ed artistico che riveste, è stato da subito inserito nel piano di finanziamenti regionali volti al recupero di tutti quei beni pubblici che hanno alta valenza architettonica e culturale. E nei mesi scorsi, a quasi 7 anni dal sisma, sono finalmente partiti i lavori volti al completo recupero e consolidamento strutturale della torre, che dovrebbero essere ultimati a luglio 2019. L’impresa responsabile dei lavori, che si è aggiudicata il bando di gara indetto per l’apertura del cantiere sull’edificio, è “Emiliana Restauri Soc. Coop” con sede in via Marie Curie ad Ozzano dell’Emilia (Bologna).

L’importo complessivo del progetto è di 449.291,75 euro, mentre l’importo complessivo dei lavori con oneri per la sicurezza è di 214.825,07: 194.426,08 euro per i lavori e 20.398,99 di oneri per la sicurezza. Agli inizi del mese scorso, poi, “Emiliana Restauri” ha fatto richiesta al Comune di Camposanto, proprietario dell’edificio, di poter affidare in subappalto le lavorazioni di “intonaci ed opere di cuci scuci” della torre alla ditta “F.E.M. Srl” con sede in via Mezzetti a Malalbergo (Bologna), per un importo lavori di 15mila euro. La torre Ferraresi, adibita diversi anni prima del sisma a luogo per esposizioni e mostre artistiche - da tempo vuota - nelle intenzioni dell’attuale amministrazione comunale, una volta ultimata la sua ristrutturazione, sarà destinata ad ospitare un’acetaia, che troverebbe spazio proprio all’ultimo piano dello stabile. Il progetto di destinazione d’uso, presentato a luglio scorso in occasione della fiera, non ha trovato però parere favorevole da parte dell’opposizione in consiglio comunale.

«Una presa di posizione - aveva spiegato Mauro Neri, capogruppo di “Uniti per Camposanto” - perché l’acetaia dovrebbe essere gestita da volontari o associazioni di volontariato i quali, però, ancora non si conoscono né sono pervenute richieste in merito, il che lascia aperti diversi dubbi sulla fattibilità del progetto». —



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