«No» a sette palazzi in via della Pietra Così a Sud si costruisce solo a Vaciglio
Con l’avviso pubblico il Comune ha bocciato anche l’area di via Contrada dove sarebbe nato un polo scolastico e sportivo
I più eclatanti sono stati Aristotele e Rosselli, ma le forbici di Anna Maria Vandelli sono arrivate anche in altri punti della città. Perché non ci sono solo le 250 case vicine alle falde acquifere di Cognento e le 171 previste nella zona sud della città tra le “vittime” dell’istruttoria della giunta che ha respinto 21 delle 41 richieste di costruire presentate dai costruttori attraverso l’Avviso pubblico urbanistico. Un’istruttoria che ha iniziato il suo percorso in Consiglio giovedì scorso, con la seduta della commissione Seta in cui l’assessore all’Urbanistica ha illustrato le sue scelte, per arrivare al voto dell’aula lunedì prossimo. Tra pochi giorni, dunque, le scelte dell’amministrazione saranno formalizzate dal Consiglio, e di conseguenza i “sì” e i “no” saranno ufficiali (al netto dei probabili ricorsi dei costruttori). Tornando alle bocciature dell’assessore Vandelli, tra le aree in cui non si costruirà c’è quella di via della Pietra: un’area a poche centinaia di metri da quella di Vaciglio, dove nasceranno 28 palazzine per 550 alloggi, che secondo il piano regolatore potrebbe ospitare fino a 349 case. Un progetto notevolmente ridimensionato, dal momento che la richiesta presentata nei mesi scorsi con l’Avviso pubblico prevedeva la realizzazione di 7 edifici per complessivi 80 alloggi in edilizia convenzionata, occupando un’area di 16mila metri quadrati. Un ridimensionamento che non è stato sufficiente a risparmiare il progetto da Anna Maria “mani di forbice”, che ha detto “no” al comparto di via della Pietra. Secondo le valutazioni fatte dall’istruttoria, infatti, si tratta di «un comparto in espansione, all’esterno del territorio urbanizzato, con l’aumento del carico urbanistico e in assenza di interventi di rigenerazione, riqualificazione o di aumento del valore ambientale». Nella scheda tecnica si fa inoltre notare che «non vengono proposti interventi a sostegno della mobilità sostenibile, né di valorizzazione delle risorse ambientali e storico-culturali, mentre a parte il significativo incremento di edilizia convenzionata, non si evidenziano apporti alla città pubblica». Di conseguenza, la proposta è stata respinta: «L’amministrazione - si legge ancora - è da anni impegnata nella ricerca di un accordo complessivo rispetto all’intero Peep, di cui l’istanza propone una parziale attuazione: l’intervento proposto, seppur conforme alle norme vigenti per destinazione d’uso, non risulta conforme all’obiettivo di trasformazione del comparto Peep nel suo complesso, creando conseguentemente disparità di trattamento tra i proprietari interessati». Ma i “no” della giunta non sono arrivati solo ai costruttori che proponevano nuovi comparti abitativi: in via Contrada, ad esempio, è stata bocciata la richiesta di costruire sei edifici per un vasto complesso (oltre 10mila metri quadrati di superficie coperta, per un comparto che complessivamente supera i 70mila) che avrebbe ospitato palestra, piscina, scuola, laboratori scientifici e una casa di riposo. Un progetto bocciato, dunque, perché anche in via Contrada «non si configurano interventi di rigenerazione e riqualificazione ed è proposta l’edificazione di sei edifici in un contesto di margine fortemente relazionato con il paesaggio rurale, senza aumentarne il valore ambientale». Parole che forse non piaceranno al comitato “Mobastacemento”, visto che anche l’area di Vaciglio - a questo punto l’unica zona a sud della città dove ci sarà un intervento importante, alla luce dei “no” a via della Pietra, via Contrada, Fratelli Rosselli e Aristotele - avrebbe le caratteristiche di un “contesto fortemente relazionato con il paesaggio rurale”… —
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