Una nuova illuminazione ma manca l’incentivo Statale
Il Comune ha rifatto le luci cittadine che permetteranno anche un taglio dei costi Il Gse ha però bocciato il contributo di mezzo milione ed è partito un ricorso
MIRANDOLA. Un rigetto che “crea notevoli danni economici”. Basterebbe questo passaggio per comprendere quanto il programma di efficentamento energetico sull’illuminazione pubblica pesi sulle casse del Comune. Perché da oltre un anno il municipio attende l’incentivo statale, promesso per aver effettuato importanti investimenti sul miglioramento delle luci cittadine e sugli impianti semaforici. Ma per incamerare quei soldi - quantificati in poco meno di mezzo milione di euro - servirà semmai ancora parecchio tempo dal momento che la vertenza approderà di fronte ad un giudice. C’è infatti un litigio in corso tra il Comune, la ditta che ha effettuato i lavori e il Gse, la società per azioni interamente controllata dal ministero dell’Economia, che si occupa anche dell’incentivazione e dello sviluppo delle fonti rinnovabili.
E sono stati proprio i fondi messi sul piatto dal Gestore dei Servizi energetici che hanno spinto Mirandola, alla pari di San Possidonio e Concordia, ad avviare un percorso di efficienza energetica. È stato redatto un apposito bando, aggiudicato alla Elettrocostruzioni, ditta di Rovigo, che a partire dal 2016 ha effettivamente eseguito tutta la sostituzione dei corpi illuminanti comunali, garantendo un considerevole risparmio energetico quantificato in 1,2 milioni di kilowatt orari. Nell’accordo tra Comune e azienda era poi inserita anche un’ulteriore postilla: tutto il “premio” per l’efficienza a base di gara sarebbe andato al municipio, che avrebbe poi incamerato anche un ulteriore 25% rispetto alle migliorie effettuate da Elettrocostruzioni.
Si attendeva soltanto il nullaosta del Gse per iniziare ad incassare il contributo, ma quello che appariva una banalità si è invece dimostrata un’ardua operazione. Perché lo Stato ho bocciato la certificazione effettuata dalla ditta veneta, rivendicando discrasie tra il progetto e le tempistiche di realizzazione. La bocciatura ha quindi “congelato” l’incentivo da quasi mezzo milione di euro.
Oggi, quindi, Mirandola si trova con un corpo illuminante pubblico di nuova generazione, più efficiente, efficace e che garantisce un risparmio, ma dall’altro lato si vede costretta a fare ricorso per quello che considera un diritto acquisito anche a fronte della corposa documentazione presentata al Gse. Ma per avere ragione della vicenda ed introitare i soldi servirà il parere di un giudice. La Giunta ha infatti dato mandato al sindaco di agire contro il Gestore dei Servizi energetici con un ricorso in cui si farà squadra con la Elettrocostruzioni. Le basi appaiono solide, da una prima lettura degli atti viene contestata una sorta di confusione interpretativa sui termini impiegati, ma fatto sta che il ricorso si fonda su un procedimento di “manifesta illegittimità”. —
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