Assolta la maestra processata per uno schiaffo a un suo alunno
La sola testimonianza dei genitori dello scolaro che all’epoca aveva 7 anni si è scontrata coi tanti racconti delle altre famiglie
Assolta. Non ha abusato dei mezzi correttivi, secondo la definizione di legge che indica il reato di maltrattamenti agli alunni. Ieri è uscita innocente dal processo la maestra che insegna alle Montecuccoli di Baggiovara: il giudice Daniela Bondi, dopo una lunga riflessione, ha messo la sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste”. Anche se le motivazioni saranno note tra alcune settimane, è evidente che la sola testimonianza dei genitori dell’ex alunno - all’epoca dei fatti aveva sette anni - non sono state sufficienti a contrastare quelle numerose di segno opposto prodotte in aula dalla difesa, avvocato Francesco Muzzioli: i genitori degli ex compagni di classe del ragazzo che sarebbe stato schiaffeggiato e maltrattato hanno raccontato storie diverse ma mai di violenze. Ha sicuramente anche pesato la mancata testimonianza della presunta vittima: anche se non c’era una parte civile al processo, era stata chiesta e ottenuta una perizia sul bambino. Ma al momento dell’audizione protetta, il ragazzo si era rifiutato di collaborare e di parlare e per questo non è stata acquista agli atti alcuna sua dichiarazione. Restava solo quella dei genitori.
La vicenda risale al 2013 quando la maestra - un’insegnante con un lungo corso di attività alle spalle - prende in carico una classe delle elementari Montecuccoli e il ragazzo diventa suo allievo. Secondo l’accusa, il ragazzo piuttosto vivace innervosiva la maestra. E la docente lo avrebbe più volte maltrattato con gesti bruschi, sgridate a gran voce e anche scaravoltando il banco. L’episodio che ha scatenato la denuncia però riguarda uno schiaffo dato con gli anelli nelle dita: un gesto non solo umiliante ma di violenza che la maestra avrebbe compiuto in classe in un momento di sua esasperazione. Interrogata, la maestra ha negato ogni gesto di richiamo oltre il limite previsto. E le accuse sono cadute. —
C.G.
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