Cambiano i tesori della Galleria Estense E apre il Medagliere
Nuova illuminazione, colori innovativi in alcune delle sale principali che sono state completamente ripensate fanno della “nuova” Galleria Estense presentata ieri un museo altamente innovativo. Lo ha voluto così Martina Bagnoli, la direttrice dell’autonomo museo delle Gallerie Estensi di Modena, Ferrara e Sassuolo che ieri non a caso parlava di “luogo dell’incanto in cui nascono relazioni tra le persone a partire dalle relazioni tra gli oggetti”.
Da oggi potrà giudicare il pubblico che per l’occasione vedrà anche la mostra “Galleria Metallica. Ritratti e imprese dal medagliere estense”. Bagnoli, insieme ai curatori Federico Fischetti e Giulia Zaccariotto (c’è un catalogo Franco Cosimo Panini con saggi di Marco Scansani, Chiara Marastoni e altri) hanno allestito alcuni capolavori realizzati da Pisanello, Matteo De’ Pasti e altri numeri uno che esemplificano l’importanza mondiale del Medagliere Estense composto da 2400 pezzi poco o mai visti. Ma la novità è l’allestimento parziale che Bagnoli definisce frutto di «entusiasmo, amore e lavoro degli ultimi tre anni che ci porta a immaginare una Estense più aperta ai turisti e anche attenta alla ricerca. Nei depositi di palazzo Coccapani abbiamo creato postazioni per studiosi; il Medagliere è stato interamente catalogato con Fondazione Memofonte e il supporto degli Amici dell’Estense. Abbiamo una nuova applicazione per smartphone per potere visitare il Lapidario Estense mentre nelle sale abbiamo posizionato opere che non erano qui da cent’anni».
La direttrice si riferisce alla sala d’ingresso del museo ora dedicata alle raccolte di antichità e alla collezione Obizzi, tra cui lo straordinario sarcofago egizio di Menis databile al II secolo a.C. che acquistò nel 1830 il duca Francesco IV. Altra novità è la sala della cultura gotico-cortese dove sono esposti tanti avori, smalti, manufatti islamici e orientali a documentale la straordinaria raccolta di origine ducale. La sala successiva di un bel verde acceso è dedicata al Rinascimento con il celebre Spinario e il superbo Vaso Gonzaga. Le novità poi proseguono lungo il percorso del museo, fino a una sala pensata per la rievocazione della committenza seicentesca di Francesco II d’Este caratterizzata da un’ampia serie di oggetti tra cui monete catalogate dal pittore di corte Pellegrino Ascani. Si giunge poi alla saletta dedicata alle mostre della Galleria, dove c’è il cuore di “Metallica”, a ricordare che le opere determinano la costituzione di una delle raccolte principesche più sorprendenti d’Europa. —
S. L.
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