Filma i parenti furiosi mentre litiga con loro in strada: è assolto
Non si compie alcun reato a filmare i propri parenti mentre offendono, insultano o minacciano, a patto che il video si girato in strada o in uno spazio pubblico. Per questo il giudice ha assolto un 51enne ritenendo che non abbia compiuto alcuna “interferenza illecita nella vita privata”, secondo la definizione di legge.
La sentenza è importante perché si tratta di una materia sulla qualche di solito si fa molta confusione. Di solito questo è un ambito che riguarda i “paparazzi” e le foto rubate alle star o ai vip mentre se ne stanno in giardino a prendere il sole o a flirtare.
Ma con la diffusione degli smart phone e delle videocamere oggi questa questione interessa una grande parte della popolazione. Per questo la vicenda avvenuta in un piccolo centro fuori Modena contiene alcuni aspetti interessanti.
La denuncia è arrivata al termine di una serie di tensioni tra parenti. L’imputato è sposato con una donna di quel paese e hanno una figlia. I familiari della moglie abitano nei paraggi della loro abitazione. Tra il 51enne e i parenti di lei non corre buon sangue a causa di screzi lontani nel tempo (del tutto estranei a questa vicenda).
Tre anni fa l’uomo uscì in strada con una videocamera in mano e si avvicinò al cortile dove si trovava il suocero con il marito della cognata.
Tra lui e loro sono presto volate le solite accuse condite da offese. Ma a differenza delle altre volte, in questo caso era tutto videoregistrato.
La lite è andata avanti finché è avvenuta un’aggressione e la registrazione delle immagini si è di fatto interrotta.
Le riprese non sono però piaciute a suocero e marito della cognata, tanto che hanno denunciato il 51enne per la presunta intrusione nella loro privacy.
Va aggiunto che non era la prima volta che l’uomo riprendeva scene di liti coi parenti acquisiti e già altre volte era stato apostrofato per questa sua volontà di testimoniare con filmati che appariva una vera e propria aggressione alla privacy e alla libertà dei parenti.
Ma filmare altre persone senza il loro consenso in un luogo pubblico è davvero una violazione della privacy? Filmando scene aggressive commetteva davvero un’intrusione nella sfera privata dei familiari?
L’aspetto determinante in questa vicenda riguarda le posizioni dei familiari durante le riprese: si trovavano all’interno di un loro cortile privato.
Tralasciando precedenti registrazioni video, che non hanno riguardato il processo - oltre a essere cadute in prescrizione le accuse - e considerando solo questo caso, è risultato chiaro che le riprese erano state fatte dall’imputato tra il cortile e uno stradello in direzione dei parenti che gli parlavano ad alta voce. Al termine del processo, il giudice ha dichiarato assolto l’imputato, difeso dall’avvocato Elio Bacchelli, perché a suo avviso non c’è stato reato. Le motivazioni saranno depositate più avanti. —
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