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Razzia di Parmigiano Reggiano a Polinago, colpo da 100 mila euro

Daniele Montanari
Razzia di Parmigiano Reggiano a Polinago,  colpo da 100 mila euro

Rubate 231 forme da 40 chili al magazzino della coop Santa Maria a Brandola Luca Gualmini, uno dei soci: «Erano dei professionisti, molto organizzati»

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POLINAGO.

Maxi furto di Parmigiano a Brandola (Polinago), dove è entrata in azione una banda che ha razziato la bellezza di 231 forme per un valore di circa 100mila euro. Il colpo è avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì nel caseificio di via Castel Brandola che fa ora parte della cooperativa sociale Santa Maria di Cinghianello, che lo utilizza solo come sito di stoccaggio.

     I ladri sono andati sul sicuro, avendo evidentemente studiato il colpo da tempo: era gente che per un motivo o per l’altro conosceva il posto. Sono andati sul retro e hanno segato le inferriate della finestra del magazzino di stagionatura, rompendo solo lo spazio necessario a fare passare le forme. Sapevano bene quel che volevano e come ottenerlo: sono entrati infatti nell’unica ala del deposito sprovvista di allarme (solo 20 metri più avanti sarebbe scattato), non hanno preso il primo formaggio che si presentava loro davanti (già marchiato) ma sono andati a cercare quello ancora da marchiare, facendo man bassa della produzione di gennaio-febbraio, quella ormai di 12 mesi.

Avranno sicuramente formato una catena umana passandosi le forme fino ai furgoni (ne sono serviti almeno tre) parcheggiati nel campo. Per evitare che col peso i mezzi si bloccassero nel terreno fangoso, hanno preso dei pannelli trovati nel garage a fianco, da cui hanno portato via anche i bancali appoggiati vicino al camioncino con cui il custode (Ilsmail, di origini marocchine) la mattina va a prelevare il latte prodotto a Cinghianello.

È stato lui ad accorgersi di tutto la mattina: «Quando ho fatto per prendere il camioncino – racconta - ho visto che mancavano i bancali: ho capito che era successo qualcosa e sono andato in magazzino, vedendo tutto». L’allarme ha subito portato sul posto i carabinieri del Radiomobile e del Nucleo operativo, che hanno fatto lunghi rilievi in mattinata per raccogliere ogni elemento utile alle indagini. «È una bella botta – commenta sconsolato il 76enne Arnaldo Tollari, presidente della cooperativa – un furto è già grande quando raggiunge le 80-100 forme, ma 231 sono veramente tantissime. E il guaio è che siamo assicurati solo in parte: chi mai avrebbe immaginato un colpo di questa portata qui? Non era mai successo niente del genere». In tutto sono 100 quintali di formaggio portati via (40 kg a forma), per un prezzo al chilo di 12 euro circa: di qui i 100mila euro e passa.

«Un colpo sicuramente da professionisti – nota Luca Gualmini socio – organizzati in tutto e per tutto».

«Episodio preoccupante – commenta il sindaco Gian Domenico Tomei – in un periodo in cui il territorio è già stato segnati da altri tipi di furti. Vicinanza totale ai titolari del caseificio e massima fiducia nell’operato dei carabinieri, che hanno già risolto casi analoghi. Per i cittadini, l’invito a segnalare qualsiasi movimento sospetto». —


 

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