Comune paralizzato per la paura Appello di Bellelli alla magistratura
Il sindaco: «Manca serenità, spero in indagini veloci» Musti: «Accertamenti complessi, ma non blocchiamo nulla»
A dieci giorni dall’arrivo dei carabinieri a Palazzo della Pieve e dopo un unico comunicato stampa tramite cui precisava come il Comune sia una casa di cristallo quanto a trasparenza, il sindaco Alberto Bellelli torna a parlare. Lo ha fatto ieri, indirizzando una lettera ai dipendenti comunali, da martedì paralizzati nelle rispettive attività nel timore di complicare la situazione o di essere travolti e coinvolti seppur involontariamente nelle indagini.
La lettera
Il primo cittadino li ha voluti tranquillizzare affinché gli ingranaggi che muovono la città non si inceppino e, nello stesso tempo, ha rivolto alla magistratura un appello.
«Quando si dice di “avere fiducia nella Magistratura” appare ai più il semplice esercizio di una frase fatta, da spendere nelle più svariate circostanze - è il testo diramato anche sulla pagina Facebook ufficiale di Bellelli - Ma se si crede davvero in quella frase, allora bisogna anche rispettare il lavoro e i tempi degli inquirenti e non è affatto facile quando i cittadini fanno domande e si aspettano risposte veloci e certe. Occorre rispettare i tempi e le regole di un’indagine che è fatta nell’interesse di tutti e, soprattutto, dei cittadini. La macchina del Comune di Carpi ha sempre funzionato bene grazie alla qualità dei propri dipendenti e l’amministrazione ha sempre operato in modo efficiente e regolare. Se dovessero, tuttavia, emergere risultanze contrarie saranno certamente adottati tutti i provvedimenti necessari per tutelare l’ente e, ovviamente, i cittadini. Devo però osservare che giunti ormai al decimo giorno dal primo articolo di stampa che ha reso nota la vicenda giudiziaria, il clima lavorativo all’interno dell’amministrazione non ha più la stessa serenità di prima. Un’indagine di cui nulla si sa e, allo stato, si può sapere, crea di per sé insicurezza e rende più difficoltoso affrontare i problemi che ogni giorno i nostri dipendenti devono gestire e risolvere. Sono pertanto a chiedere, nel massimo rispetto del lavoro degli inquirenti, che questa situazione sia compresa dalla Magistratura e che il suo lavoro tenga conto dei tempi e delle esigenze che deve affrontare ogni giorno l’amministrazione comunale. Per questa ragione mi auguro che gli accertamenti in corso procedano speditamente e forniscano indicazioni chiare sulla regolarità dell’operato dei nostri uffici».
Dichiarazioni che hanno sollevato lo scontento del consigliere comunale Cristian Rostovi (Fratelli d’Italia). «Da giorni in tanti chiedevano che Alberto Bellelli intervenisse. L’ha fatto e avrebbe fatto meglio a continuare nel silenzio. Le sue parole mostrano chiaramente un’amministrazione bloccata e in balia degli eventi. Sindaco, si ponga lei come garante degli atti che servono per fare camminare il Comune e lo faccia con la serenità di chi fa le cose seguendo la legge e senza scorciatoie. Questa città non può rimanere ferma nell’attesa».
La procura
L'appello di Bellelli non è comunque caduto nel vuoto: il procuratore capo, Lucia Musti, gli ha risposto con una nota. «La Procura di Modena assicura che l’indagine relativa al Comune di Carpi, iniziata a settembre, procederà con tempi ragionevolmente solleciti in relazione, da un lato, alla complessità dei reati oggetto di accertamento, dall’altro con riguardo al dovere - codificato - posto in capo al pubblico ministero di “svolgere altresì accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini”. La documentazione oggetto di sequestro è stata già esaminata e sarà prontamente restituita all’amministrazione comunale, la cui attività non di dipende dal corso delle indagini». —
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