E ora i soci con le quote saranno coinvolti nel fallimento del club?
E i soci? Le centinaia di persone che pagano la quota sociale, che utilizzavano i campi sportivi? Sono creditori anche loro nei confronti dell’Asd che gestisce il Mammut Club o invece sono pure loro debitori?
Sono questi alcuni dei dubbi più immediati che si sono posti per chi deve gestire la delicata fase di transizione verso una nuova gestione provvisoria che a sua volta farà da ponte verso la soluzione finale, la vendita. Situata in una posizione strategica, edificabile, ricca di impianti sportivi con un grandissimo parco a disposizione, l’area di via Ghiaroni da molti anni viene vista come un boccone ghiotto da parte dei palazzinari modenesi. E Caliendo padre, nell’ultima stagione in cui ha gestito il Modena in C1, ha messo sul tavolo della Covisoc, che chiedeva garanzie patrimoniali per la squadra gialloblù, anche il club e le sue strutture.
Tre giorni fa la figlia Marja, già amministratore del club , ha inviato ai soci una lettera in cui conferma la continuazione delle attività, contesta la decisione del Tribunale e annuncia il ricorso in Corte d’Appello contro la liquidazione. Messaggio forte e chiaro per i soci ma al momento con un valore solo dimostrativo, visto che i sigilli sono già stati apposti.
«Tra i soci bisogna distinguere quelli che versano una quota annuale per utilizzare a pagamento gli impianti sportivi - puntualizza il curatore fallimentare - dai soci fondatori e proprietari delle quote del club. I primi, come accade in tutti i circoli e polisportive, non rispondono della gestione. Per gli altri, se ce ne sono oltre alla vecchia proprietà, invece si vedrà cosa decide il magistrato. Io sono comunque ottimista. Vedremo che fare con la gestione quotidiana». —
S.C.
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