Gazzetta di Modena

Modena

I FATTI DEL 2011 

Corruzione in Comune Via al secondo processo dei funzionari pubblici

Serena Arbizzi

2 MINUTI DI LETTURA





Si è svolta giovedì la prima udienza in Corte d’appello relativa al caso - per fatti risalenti al 2011 - degli appalti stradali truccati. Episodi che coinvolgono ex dipendenti dei Comuni di Carpi e di Castelfranco. L’udienza in primo grado aveva stabilito, nel maggio 2017, la condanna ad un anno di Marco Prisciandaro, geometra ed ex addetto dell’ufficio tecnico del Comune di Carpi, e cinque anni a Nicola Rispoli, ex dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Castelfranco. La sentenza era stata impugnata dagli imputati ed è stata fissata l’udienza in appello, che si è svolta, appunto, il 13 dicembre.

Il Tribunale di Modena, oltre ad avere pronunciato la sentenza di condanna per i due tecnici, aveva anche disposto il risarcimento dei danni nei confronti del Comune di Carpi, costituitosi parte civile, nonché alla rifusione delle spese di costituzione e assistenza sostenute dalla parte civile, calcolate in 17.884 euro. A favore del Comune di Carpi è stata stabilita anche una provvisionale.

Durante la discussione di giovedì, sia i legali del Comune, sia il procuratore generale, hanno richiesto la conferma della pena a carico di Prisciandaro. Si è svolta, dunque, parte della discussione che, tuttavia, non ha potuto essere completata a causa della mancata notifica di un provvedimento relativo proprio a Prisciandaro. Si è optato, dunque, per il rinvio alla primavera del prossimo anno.

Il caso degli appalti truccati suscitò molta rabbia in città: Prisciandaro finì in manette per i reati di corruzione aggravata e turbata libertà degli incanti relativi a reati contestati nel 2011. Il tecnico era addetto alla manutenzione e segnaletica stradale. Venne arrestato nell’ambito di una vasta indagine scaturita in seguito ad alcuni episodi di corruzione nella gestione di opere pubbliche. Gli appalti contestati venivano assegnati a rotazione sempre alle solite aziende che, in cambio, garantivano il 5% del valore dell’appalto al dipendente pubblico. —

Serena Arbizzi



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google