La scommessa di Fanano: tessuti fatti con l’ortica
Ventidue giovani in quattro anni elaborano un piano avveniristico unico in Italia e ora finanziato per concretizzarsi già nel 2019 Il plauso delle istituzioni
Creare una gamma di tessuti partendo dall’ortica quale elemento “antico” del territorio da cui sviluppare futuro occupazionale e ambientale.
È il progetto speciale che parte da Fanano, presentato ieri pomeriggio con entusiasmo (un’ottantina di persone, anche la consigliera regionale Luciana Serri) all’Hotel Firenze. Ed è il frutto di “Divenire-School of Dreamers” iniziativa formativa lanciata quattro anni fa nel Frignano con l’appoggio (anche finanziario) dell’Unione Comuni, in partnership con la società di consulenza aziendale Essere Consulting di Luisa Ciocci e Valerio Betti.
Vi hanno partecipato 22 giovani in 100 ore di “corso” che voleva essere fucina di idee per portare lavoro in Appennino. Il frutto dell’elaborazione è questo progetto “Ortika: dressing well beeing beauty and harmony” unico in Italia, su cui ha scommesso anche l’Europa: presentato a novembre nell’ambito del programma per la ricerca Horizon 2020, ha ottenuto il finanziamento per uno studio di fattibilità destinato a concretizzarsi già nella parte del 2019 con i primi campioni di tessuti.
L’idea di fondo è di fascino: prendere un elemento radicato nel territorio come l’ortica di boschi e campi e trasformarla da materiale infestante a preziosa risorsa. Il piano contempla tutta la filiera: dalla coltivazione dell’ortica (che frenerebbe anche il dissesto) all’estrazione della fibra, l’ottenimento del filato e quindi di capi destinati in primis a giovani di 30-40 anni che cercano innovazione e rispetto dell’ambiente.
Ben disposti dunque a un’alternativa ai tessuti polimerici derivati dal petrolio. Alternativa ecosostenibile e anche salutare, perché l’ortica (depurata della sua superficie irritante) ha benefiche proprietà epidermiche. È quanto hanno spiegato con passione i ragazzi del team di lavoro (Irene Saielli, Fabio Errera, Samuele Allori, Nathan Volta, Filippo Sasso e Carlotta Guidarini) vedendo in questo una grande prospettiva occupazionale. «Progetto ambizioso, certo, ma l'Europa ci crede – ha sottolineato Ciocci – perché se funziona può essere esportato in molte altre aree rispondendo all’imperativo: fare qualcosa per sviluppare se stessi, come persone e territorio».
«La buona politica cerca di mantenere i giovani sul territorio – ha detto l’assessore Paola Guiducci, che ha seguito il progetto – e questa è una strada che ci può portare risultati importanti, credendo nella nostra terra e nelle nostre radici». «
Grandi marche di moda utilizzano già il tessuto di ortica – ha ricordato il sindaco Stefano Muzzarelli – sviluppare qui un prodotto con la qualità del made in Italy può aprire prospettive incredibili: sosterremo l’entusiasmo di questi giovani sul progetto intessuto di montagna e futuro». —
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