Modena. Via San Faustino, una festa per combattere il degrado
Più di cento presenti tra residenti e commercianti all’aperitivo con il sindaco Esasperazione per i bivacchi dei clienti di un market: «Dopo le 21 è un disastro»
MODENA. Alla fine sembra aver gradito anche il sindaco Muzzarelli, rimasto “vittima” di un piccolo incidente pochi secondi dopo il suo arrivo: una bibita galeotta fatta cadere e rovesciata proprio sui pantaloni del primo cittadino. Niente di personale, però: quella di San Faustino è stata una festa di tutti, e quindi a maggior ragione anche del sindaco, che si è trattenuto a lungo a parlare con negozianti e residenti (con qualche divergenza di opinioni sull’“imbruttimento” della città...).
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Perché è stata una festa molto partecipata - più di cento le persone coinvolte - quella che venerdì sera ha portato in strada i cittadini che vivono e lavorano nel quadrilatero compreso tra la parte finale di via San Faustino - il tratto compreso tra la Giardini e via Luosi - via Zanichelli, via Cesalpino e via Gaddi.
Una festa nata da un problema molto sentito nel quartiere, con l’obiettivo di ricompattarsi, conoscere i propri vicini e dare vita a un nuovo gruppo di controllo di vicinato basato prima di tutto sulla presenza fisica: magari poi arriveranno anche gli strumenti tecnologici e immediati come le chat di Whatsapp, ma per il momento sono proprio la prossimità fisica e la conoscenza reciproca gli obiettivi del gruppo di lavoro.
Così, tra le 18 e le 20 di venerdì, decine di residenti e commercianti si sono ritrovati in strada, davanti alla Immobiliare San Faustino di Giordana Nora, per condividere un aperitivo e per conoscersi meglio. Un aperitivo che ha però lasciato simbolicamente fuori gli alcolici, che sono al centro di uno dei problemi del quartiere: dall’altra parte della strada, nel complesso che comprende anche una lavanderia e le onoranze funebri “La Modenese”, c’è un market etnico che diventa molto animato la sera, soprattutto tra le 21 e le 23, quando i clienti passano per fare rifornimento di birra, vino e superalcolici a buon mercato.
A creare problemi, dunque, non è tanto l’attività in sé, ma proprio i clienti dell’esercizio, che spesso bivaccano davanti al negozio, urlando e infastidendo il vicinato, mentre al mattino il marciapiede (così come l’albero all’angolo tra via San Faustino e via Zanichelli) diventa una sorta di deposito per bottiglie vuote e immondizia. Ma le questioni aperte sono tante altre, come dimostrano gli episodi raccontati dai residenti: si va dal “ritrovamento” della settimana scorsa, quando al mattino, davanti alle onoranze funebri, c’erano degli escrementi umani, alla disavventura di un residente che dopo aver parcheggiato la macchina si è sentito chiedere qualche moneta in “cambio” della promessa di non danneggiare l’auto.
«Ma c’è tanto altro - spiegano i promotori dell’iniziativa, Angela Malagoli, Carla Panciroli, Giordana Nora, Giovanni Calzolari e Giovanna Esposito - da chi beve in strada, lanciando le bottiglie e urinando sul marciapiede, agli strani movimenti avanti e indietro per la via, dove la sera si spaccia, mentre un altro problema è la gestione dei rifiuti, che spesso vengono abbandonati in strada».
Episodi che venerdì sera sono stati riportati al sindaco Muzzarelli, che è passato così come due agenti della polizia municipale) per ascoltare i cittadini, promettendo una maggiore attenzione e verifiche più puntuali sugli esercizi etnici. Nel frattempo, i residenti e commercianti cercheranno di rafforzare il legame, scambiandosi informazioni per contrastare il degrado e gli episodi spiacevoli che vanno avanti da troppo tempo. —
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