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vicenda veleno 

Costi: «Su don Giorgio sono un garantista»

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MEDOLLA. Luigi Costi, ex sindaco di Mirandola, interviene sulla questione Veleno: «Sulla riunione della commissione Ucman, la Gazzetta ha ricevuto informazioni sbagliate, probabilmente di qualche consigliere di minoranza e dunque partigiane, e francamente non capisco su che basi io possa essere accusato di aver detto delle “amenità”. “Ameni”, inattendibili e scorretti sono coloro che lo insinuano, non io, e non su materie di tanta delicatezza. L’avvocatessa Patrizia Micai (assente anche lei) invoca la revisione dei processi per togliere “appigli utili solo a sottrarsi ad evidenti responsabilità”. La questione non mi riguarda, non avendo io partecipato né alle indagini né ai processi, ma se le responsabilità cui allude la Micai ci fossero state, coinvolgerebbero parecchie persone, visto che solo nei tre processi principali e nei tre gradi di giudizio intervennero ben 27 giudici diversi, di Modena, Bologna e Roma (senza contare i Gip, i pubblici ministeri e i periti). Quanto alle sentenze, ho citato molti passi di sentenze diverse e, dell’ultima sentenza di Cassazione del 2014, ho citato un passo chiave della conclusione: contesto o non contesto, estrapolazione o non estrapolazione, quello c’è scritto, e cioè che gli abusi sui minori ci furono. Concludo su Don Giorgio, perché è stata compiuta nei miei confronti un’inaccettabile scorrettezza: non avevo nemmeno affrontato l’argomento, che non rientrava nei motivi dell’intervento. Mi è stata rivolta una precisa domanda e ho ricordato cosa dice la sentenza di primo grado del tribunale, che evidentemente Platis e Bergamini non avevano mai letto (esattamente come le altre sentenze), ma ho concluso che secondo me, che sono un garantista vero e non all’occasione, Don Giorgio deve essere considerato innocente. È vero invece che ho chiesto massima chiarezza sulle spese, per stabilire una volta per tutte se il denaro pubblico è stato usato per arricchire qualcuno o se tali spese furono compatibili coi costi che si devono sostenere per seguire vicende così complesse, lunghe e dolorose. Ho fiducia che gli amministratori dell’Unione lo faranno. Meno fiducia che gli “inquisitori” di oggi si atterranno ai fatti, perché mi pare che più che ricerca della verità ci sia aria di campagna elettorale».

La riposta

L’articolo faceva sintesi di 4 ore di discussione su una vicenda tragica e grave. A Costi erano dedicate poche righe, non certo esaustive. Per il resto, l’evocare manovre da campagna elettorale su questo si giudica da sè. —

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