Determina sul Torrione Barbi: «Tutto regolare» Benatti: «Imbarazzante»
botta e risposta
“La richiesta di preventivo per l’affidamento diretto dell’incarico per la redazione e tenuta della contabilità dei lavori del restauro del Torrione degli Spagnoli è stata chiesta, come ad altri professionisti, direttamente all’ingegner Lino Caggiati, libero professionista, il 15 ottobre con posta personale Pec”. Così inizia la nota di Forza Italia tramite cui il capogruppo Massimo Barbi risponde alla Gazzetta sulla determina, firmata dall’architetto Diego Tartari, per un incarico di 13.900 euro affidato a Caggiati. Che fa parte dello studio associato con Massimo Barbi e Davide Cocconi e ha partecipato alla gara con il collega Andrea Del Carlo superandolo con un ribasso del 55%.
Non sono passati in sordina, tuttavia, il fatto che nel documento Barbi sia citato per quattro volte come “Baldi”, né la questione di opportunità politica che collega il capogruppo di Forza Italia al settore amministrato da Simone Morelli e al più importante cantiere post sisma del centro. Barbi non ci sta a rientrare sotto i riflettori che da giorni illuminano il vicesindaco e il suo dirigente e chiarisce che “Caggiati, vista l’importanza della richiesta e la mole di lavoro da svolgere, ha preferito presentare l’offerta non personalmente, ma come studio associato. L’incarico è e sarà svolto da lui. La mia cautela nel commentare i fatti che vedono coinvolto il Settore dell’assessore Morelli è data solo dal rispetto che ho verso le persone coinvolte e le indagini ancora in corso e non certamente per l’incarico affidato a un ottimo professionista”.
Il fatto che la gara sia stata fatta tramite lo studio associato e non da Caggiati in veste di singolo professionista con una partita Iva personale, potrebbe sollevare anche questioni di incompatibilità in Consiglio seppur un apposito articolo del Tuel parla di “sovvenzioni da enti in modo continuativo”.
Roberto Benatti, espulso da Forza Italia e isolato dal partito a Carpi per aver pressato su incarichi e nomine a professionisti legati al settore di Morelli e della Fondazione, è durissimo. «È stato lo stesso settore di Morelli a chiedere un preventivo all'ingegnere dello studio, scegliendo arbitrariamente tra centinaia di iscritti all'albo dei fornitori del Comune. Un’aggiudicazione che non credo legittima, imbarazzante, politicamente vergognosa e impossibile da trovare, se non leggendo le centinaia di atti a uno a uno, visto il nome sbagliato. Nonostante tutto ho cercato di collaborare col mio ex capogruppo e gli ho parlato dell’attività di controllo che facevo sul settore, credendo di trovare condivisione: ora lo scopro tra gli affidatari del lavoro più importante di Morelli e pronto a ribadire che l’indagine è una bolla di sapone». —
Valeria Cammarota
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