Urbanistica, Poggi: «Sul tema case la nostra rivoluzione tra mille pressioni»
«L’appello di Cna sull’edilizia? Sinceramente trovo irrituale che un’associazione si rivolga direttamente ai consiglieri»
L’ultimo passaggio è in programma oggi, quando il Consiglio dovrà approvare l’ampia “sforbiciata” dall’assessore Vandelli, che ha ridotto le nuove case dalle 967 richieste dai costruttori alle 267 che potranno essere edificate. Così, nel giorno del voto sull’Avviso pubblico, il capogruppo Pd e presidente della commissione Seta Fabio Poggi commenta le novità in arrivo, replicando anche alle accuse arrivate venerdì dalla Cna sulla bocciatura dei comparti di via Rosselli e via della Pietra.
Consigliere Poggi, a giudicare dalla reazione dei costruttori, l’esito dell’avviso sembra essere stato dirompente… è stupito anche lei?
«Sono stupito dal fatto che… qualcuno si sia stupito. L’esito non solo è coerente con gli indirizzi emanati dal Consiglio, ma discende con altrettanta coerenza dagli impegni politici che il sindaco e il Consiglio si sono dati per questo mandato. Non stiamo dicendo dei “sì” e dei “no” a dei singoli progetti, ma ci siamo dati obiettivi, indirizzi e strumenti per gestire e programmare la fase transitoria del passaggio tra la vecchia e la nuova legge urbanistica, che comporta una vera e propria rivoluzione in termini di politiche urbanistiche, ancor più per la nostra città, la cui pianificazione si è basata finora su un modello completamente diverso. Sottolineo come questo avviso ci sia servito per programmare una fase che rischiava di essere gestita nella casualità».
Quindi nulla di “personale” nei confronti dei costruttori che si sono visti bocciare le proposte?
«L’esito dell’avviso di fatto era già in buona parte leggibile nell’avviso stesso. Per questo dico che, soprattutto in alcuni casi, stupisce che qualcuno si stupisca: credo che ognuno dei proponenti dei progetti respinti sapesse fin da subito che questo sarebbe stato l’esito. Sottolineo piuttosto come i progetti “promossi” e più significativi abbiano un importante valore in termini di interesse pubblico. Stiamo dando alla città gli strumenti per programmare questa fase transitoria con al centro l’attenzione all’ambiente e alla rigenerazione».
La Cna però chiede al Consiglio di bloccare la delibera...
«Non compete a me rispondere a nome di tutti i colleghi. Lo farà il Consiglio con il suo voto libero e responsabile. Mi permetto però di rilevare come sia piuttosto irrituale che un’associazione di categoria rivolga un appello ai consiglieri. Viceversa è pienamente nel proprio ruolo la giunta, che istruisce la delibera e fa proposte al Consiglio».
Una risposta molto diplomatica, anche se dall’altra parte i toni sono stati piuttosto decisi…
«È assolutamente legittimo che sia le singole imprese che i loro rappresentanti cerchino di far pesare i propri interessi e, se ci saranno ricorsi, chi di dovere verificherà se davvero sono stati violati dei diritti. Fare politica, però, significa assumersi le proprie responsabilità anche davanti a forti pressioni contrarie, soprattutto se si è convinti di farlo in nome del bene comune. Nel caso specifico, noi riteniamo che ci siano i margini per intervenire dicendo di “no” e ci assumiamo la responsabilità di farlo nonostante queste e altre pressioni ricevute in un senso o nell’altro. E adesso vediamo chi ci sta, chi davvero vuole cambiare la città e non trova qualche ulteriore scusa per non assumersi responsabilità e rischi, oneri e onori».
A proposito di scelte, oggi il Consiglio dirà “sì” a Esselunga e “no” a Coop Alleanza, che voleva costruire un centro commerciale non alimentare “gemello” del Grandemilia. Sta cambiando il mondo?
«Anche di questo non ci si può stupire. E non ironicamente, dicendo che è un segno dei tempi che cambiano, ma perché tutti sanno che quello di Esselunga è un intervento partner del più grande progetto di rigenerazione in essere a Modena».
Se la deliberà sarà approvata, cosa sarà delle aree i cui progetti sono stati bocciati?
«Di sicuro in quelle zone non saranno costruite case: alcune torneranno a terreno agricolo, altre potrebbero risultare utili in futuro per programmare la riqualificazione e la rigenerazione della città: per sostenere e migliorare la mobilità sostenibile, per realizzare il piano strategico di infrastrutturazione verde e ambientale della città. Alcune delle aree non ammesse torneranno quindi utili nel nuovo Piano urbanistico, soprattutto per migliorare lo sviluppo della città dotandola di infrastrutture di qualità e sostenibili. Nel frattempo, oggi stiamo dando e daremo pari dignità al territorio urbanizzato e a quello libero e agricolo: sarà quella la vera rivoluzione». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google