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UN CASO DIVENTATO NAZIONALE 

Bimbo fotosegnalato, Seta: «Lo rifaremo»

G.F.
Bimbo fotosegnalato, Seta: «Lo rifaremo»

L’azienda continuerà a schedare sui bus i “portoghesi” anche minori: «Il verificatore ha solo applicato il regolamento»

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«Il verificatore ha applicato il regolamento». Tutto regolare, anzi: si procederà così, forti dell’elogio del Difensore civico regionale. Seta si affida a una nota e tira dritto sulla fotosegnalazione, l’identificazione e la sanzione da 67 euro inflitta a un bambino di 11 anni venerdì pomeriggio davanti a tutti i viaggiatori di un bus.

Il biglietto timbrato dal bambino era da 1,30 euro anziché 1,50: 20 centesimi in meno della nuova tariffa. L’obliteratrice non lo aveva segnalato, ma non è servito a impedire che il bimbo fosse sanzionato dopo un’interrogatorio a bordo. «Il controllore dei bus gli ha chiesto nome, cognome, nome dei genitori, indirizzo – ha reclamato il papà dell’11enne – e appioppato una multa da 67 euro che saliranno entro cinque giorni a 90 e poi fino a 250. Ma è possibile, al di là dei soldi, fotosegnalare i bambini?» La domanda è rimbalzata ieri in tutta Italia: il caso è di Modena è diventato nazionale.

Seta afferma che non è soltanto «possibile» ma anche «previsto dal regolamento» in un dedalo di passaggi tecnici e richiami a norme. «Ricordiamo che l’acquisizione di immagini fotografiche, da parte degli agenti accertatori, degli utenti sanzionati che non presentino un documento di identità è stata attivata da Seta a settembre 2017 – si legge nel testo – al solo scopo di contrastare il sempre più diffuso fenomeno dei furti di identità e per evitare che persone ignare si vedessero recapitare sanzioni per violazioni non commesse, con l’onere di dover poi provare la propria estraneità ai fatti contestati. Le immagini acquisite dai verificatori vengono conservate da Seta nel rispetto dei termini di legge e possono essere utilizzate esclusivamente da parte dell’autorità giudiziaria o degli organi di polizia in caso di contenzioso, come elemento utile ad attestare l’identità del sanzionato».

Non è finita qui. «In questo primo anno, ad esempio, tali immagini hanno costituito un supporto fondamentale in almeno una decina di casi di denuncia per false generalità (art. 494 Codice Penale)», prosegue Seta nella nota, specificando che «l’utilizzo e la conservazione delle immagini da parte di Seta avvengono secondo tutte le prescrizioni vigenti in materia di privacy».

Nel testo si legge che «nessuno può quindi prendere visione della fotografia» ed è ribadito che «anche il Difensore Civico della Regione Emilia-Romagna si è espresso favorevolmente su questa modalità di accertamento dell’identità delle persone sanzionate». La multa è poi «indipendente dalla quota di costo non pagata o dall’età del viaggiatore, quindi il verificatore ha agito correttamente ed ha rilevato una condizione oggettiva, applicando quanto previsto dal Regolamento di trasporto».

«Assicuriamo che, come per ogni reclamo o ricorso, verrà data debita attenzione alla sua richiesta valutando ogni circostanza, ivi compreso l’atteggiamento tenuto dal personale di verifica», conclude Seta. Tutto bene, ma il pericoloso “portoghese” è un bambino. —

G.F.

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